Cva, azzerato il cda: De Virgilis presidente, Mancini ad. Avs: "Ora Regione cambi indirizzo"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Cambio al vertice per la Compagnia valdostana delle acque, la società energetica partecipata dalla Regione Valle d'Aosta attraverso la sua finanziaria Finaosta: Monica De Virgilis è stata designata come nuova presidente e Gianfilippo Mancini assume la carica di amministratore delegato.

Il rinnovo integrale del consiglio di amministrazione, che era già stato anticipato da alcune indiscrezioni della vigilia, è stato ufficializzato nella mattinata del 21 agosto a seguito della riunione dell'Assemblea dei soci, riunitasi in Finaosta per dare il via libera al bilancio 2025, alle modifiche statutarie e, su designazione della Giunta regionale, alla ratifica dei nuovi nomi per il triennio che si apre dopo la gestione Argirò.

I nuovi vertici e i profili professionali

La presidenza di Cva, dunque, passa a Monica De Virgilis, professionista torinese di nascita con un solido percorso nel settore energetico e con esperienze professionali internazionali che ne hanno caratterizzato la carriera.

La scelta per il ruolo di amministratore delegato, invece, è caduta su Gianfilippo Mancini, che arriva alla guida operativa della società dopo aver ricoperto il ruolo di senior advisor in Equita e aver già guidato Sorgenia; il suo profilo, come sottolineato nella nota ufficiale diffusa dalla società, è contraddistinto da ruoli di primo piano nel mercato dell'energia e da una significativa esposizione internazionale.

La procedura di selezione, che ha portato alla definizione di questa rosa di candidati, è stata condotta direttamente dalla Giunta regionale attraverso un'accurata serie di colloqui, con la delibera che risale al 18 agosto ma che è stata resa nota soltanto oggi, contestualmente alle nomine ufficiali.

La posizione di Alleanza Verdi e Sinistra

Il rimpasto integrale del consiglio di amministrazione ha suscitato un commento articolato da parte di Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta, che ha accolto con favore quello che definisce un "cambiamento radicale" ma ha al contempo lanciato un monito preciso all'esecutivo regionale.

Per il movimento, infatti, la decisione di azzerare il management che ha retto le sorti di Cva nell'ultimo quadriennio, un periodo caratterizzato da ambiziosi programmi strategici, rappresenta un intervento necessario alla luce delle criticità emerse sia sul piano delle scelte industriali sia su quello della gestione quotidiana; tuttavia, il gruppo politico sottolinea come le difficoltà incontrate dalla società non possano essere attribuite esclusivamente alla condotta degli amministratori uscenti.

"Le criticità strategiche e gestionali non si risolvono solo scegliendo altri amministratori – si legge nella nota diffusa da Avs – è fondamentale soprattutto un mutamento negli indirizzi politici da parte di chi è proprietario di Cva, cioè la Regione e Finaosta".

Il rapporto tra politica e controllo societario

Secondo la ricostruzione offerta da Alleanza Verdi e Sinistra, la gestione della Compagnia valdostana delle acque nel quadriennio 2022-2025 è stata segnata non soltanto da strategie che il movimento ha sempre giudicato "sbagliate e dannose", ma anche da comportamenti gestionali che presentavano "grosse criticità", un quadro che avrebbe richiesto un intervento molto prima dell'azzeramento appena concluso.

Nel commentare l'atto di nomina dei nuovi vertici, il gruppo politico ha ricordato come il presidente della Regione, Renzo Testolin, e la sua Giunta abbiano "rinunciato a esercitare un ruolo di indirizzo e di controllo" durante il mandato precedente, lasciando intendere che il rinnovamento dei manager, per quanto necessario, rischia di restare inefficace senza una contestuale ridefinizione del rapporto tra l'azionista pubblico e la società partecipata.

L'invito rivolto all'esecutivo regionale e a Finaosta, dunque, è quello di tornare a governare in modo attivo gli indirizzi strategici dell'azienda energetica, superando quella che Avs considera una delega eccessiva alla gestione manageriale e riaffermando la centralità della funzione proprietaria nell'orientare le scelte di lungo periodo.

Le prospettive per la governance della società

Con l'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione, guidato da De Virgilis e Mancini, si apre una fase inedita per la Compagnia valdostana delle acque, chiamata a coniugare le istanze di rinnovamento espresse dalla politica con la necessità di mantenere un profilo industriale competitivo in un settore, quello energetico, in rapida evoluzione.

La scelta di due figure con spiccate competenze internazionali e con un passato in aziende di rilievo nazionale come Sorgenia e Equita sembra orientata a rafforzare il posizionamento di Cva, mentre la durata del mandato e gli obiettivi concreti che verranno assegnati al nuovo team resteranno da verificare sul campo.

La sfida, nelle prossime settimane, sarà quella di tradurre l'auspicio di un cambio di passo in azioni effettive, a cominciare dalla definizione di un piano industriale che tenga conto delle criticità ereditate dal passato e delle aspettative di un azionista pubblico che, come hanno ricordato i rappresentanti di Avs, è chiamato a svolgere un ruolo più incisivo nella definizione delle linee guida della società.

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