Inflazione a ottobre, Confcommercio lancia l’allarme: consumi in crescita

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’inflazione in Italia si avvicina al 5% a ottobre, secondo le stime dell’Ufficio studi di Confcommercio, mentre i consumi delle famiglie mostrano ancora una dinamica positiva. La previsione indica un aumento dei prezzi al consumo dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 4,7% su base annua. A preoccupare l’associazione sono soprattutto le tensioni internazionali e l’andamento dei mercati energetici, che alimentano il rischio di nuovi rincari. La tenuta della spesa privata rappresenta un elemento favorevole per l’economia, ma non cancella le difficoltà legate al costo crescente di beni e servizi acquistati quotidianamente.

Energia e petrolio alimentano i timori sui prezzi

La pressione sui costi energetici è uno dei principali fattori alla base delle previsioni. Confcommercio segnala che le quotazioni del Brent oscillano tra 100 e 110 dollari al barile, una fascia che restringe progressivamente gli spazi per contenere la crescita dei prezzi. Il protrarsi delle tensioni lungo la filiera energetica aumenta l’incertezza e può ripercuotersi sulle spese sostenute dalle famiglie e dalle imprese. Nel rapporto sulla congiuntura, l’associazione evidenzia anche il rischio che l’inflazione di fondo, cioè quella calcolata al netto delle componenti più volatili, superi presto il 2%, soglia considerata compatibile con la stabilità dei prezzi dalle banche centrali.

I dati definitivi dell’Istat relativi a settembre mostrano quanto sia già marcata l’accelerazione. L’indice nazionale dei prezzi al consumo ha registrato un incremento mensile dello 0,7%, mentre la variazione annua è passata dal 3,3% di agosto al 4,2%. A incidere sono soprattutto i beni energetici, la cui crescita tendenziale è salita dal 17,1% al 22,3%. Anche gli alimentari hanno evidenziato un’accelerazione, con i prodotti non lavorati passati dal 3,8% al 5,5%. Per il carrello della spesa, l’aumento annuo è passato dallo 0,9% all’1,7%, segnalando una pressione più forte proprio sulle voci che incidono sugli acquisti ordinari.

Consumi in crescita, ma la ripresa è disomogenea

L’Indicatore dei consumi di Confcommercio registra a settembre una crescita dell’1,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il risultato coinvolge sia i beni sia i servizi, anche se il ritmo della domanda resta meno sostenuto rispetto alla prima metà dell’anno: nel terzo trimestre l’incremento tendenziale è stato dello 0,9%, contro l’1,6% del semestre iniziale. Tra i comparti più dinamici figurano le automobili, con un aumento degli acquisti del 10,4%, e gli elettrodomestici, in crescita dell’8,3%. Anche i trasporti aerei hanno segnato un incremento del 6,6%, mentre le spese per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa sono salite complessivamente dello 0,8%.

La crescita non riguarda però tutte le categorie allo stesso modo. I beni e servizi ricreativi hanno registrato una contrazione del 2,8%, mentre abbigliamento e calzature hanno mostrato soltanto un recupero contenuto, pari allo 0,4%. Per alimentari, bevande e tabacchi la variazione è stata appena positiva, allo 0,1%. Queste differenze mostrano una domanda che continua a muoversi, ma con andamenti molto diversi tra le tipologie di spesa. La disponibilità delle famiglie a sostenere determinati acquisti convive con una maggiore cautela in altri comparti, in un contesto nel quale i rincari delle spese essenziali possono ridurre il margine destinato ai consumi non indispensabili.

Le differenze territoriali aggravano il peso del caro vita

Gli effetti dell’aumento dei prezzi emergono anche nei dati locali. A Verona, l’inflazione di settembre ha raggiunto il 4,5% su base annua, superando il dato nazionale; secondo le stime dell’Unione nazionale consumatori, la maggiore spesa annuale per una famiglia scaligera arriva a 1.250 euro. A Modena, l’indice comunale ha invece registrato una crescita mensile dello 0,6% e un aumento tendenziale del 4,1%. In quest’ultima città, tra i comparti con i rincari congiunturali più marcati figurano abitazione, acqua, elettricità e combustibili, insieme ai servizi per l’istruzione, entrambi in aumento del 2,6%, seguiti da ristorazione e alloggio, cresciuti del 2,3%.

Il rapporto di Confcommercio stima anche una crescita del prodotto interno lordo dell’1% su base annua a ottobre, con una variazione congiunturale dello 0,2%. Per il terzo trimestre, la previsione indica un incremento dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nel confronto annuo.

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