Silvia Salis, dall’atletica al comune: la nuova sindaca di Genova

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Dedico la vittoria a mio padre». Con queste parole, Silvia Salis, atleta olimpica e vicepresidente uscente del Coni, ha celebrato l’elezione a prima cittadina di Genova, ottenuta al primo turno grazie al sostegno del centrosinistra. Trentanove anni, due partecipazioni ai Giochi Olimpici e una carriera nel martello che l’ha portata a rappresentare l’Italia a Pechino e Londra, ora affronta una sfida diversa: guidare la "Superba", soprannome che Francesco Petrarca attribuì alla città per la sua maestosità.

La sua candidatura, proposta a sorpresa dal Pd ligure, ha ribaltato gli equilibri politici locali, interrompendo l’era del centrodestra dopo otto anni di amministrazione Bucci. Un risultato netto, che chiude l’interim del commissario Pietro Piciocchi e riporta la sinistra al timone di una città simbolo, dove il voto ha premiato un profilo atipico, legato allo sport ma con esperienza istituzionale.

Intanto, il centrosinistra consolida il suo dominio anche a Ravenna, mentre altre città come Taranto e Matera si avviano al ballottaggio, con i progressisti comunque in vantaggio. L’affluenza, attestatasi al 56,2%, riflette una partecipazione in linea con le precedenti consultazioni, senza picchi né crolli significativi.

La Federazione Italiana di Atletica Leggera, attraverso il presidente Stefano Mei, ha espresso le sue congratulazioni, sottolineando come Salis porterà nel nuovo ruolo «lo stesso carattere e la stessa passione» che l’hanno distinta in pedana. Un passato da azzurra che ora si intreccia con il futuro di Genova, in un percorso che, dalle gare internazionali, l’ha condotta direttamente in municipio.

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