Il Barcellona stende l’Espanyol nel derby e allunga sul Real: ora la Liga profuma di blaugrana
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Non c’è storia, allo Spotify Camp Nou, nel derby cittadino che vale molto più di un semplice orgoglio di quartiere. Il Barcellona, trascinato da un Lamine Yamal semplicemente incontenibile e da un Ferran Torres trasformato in finalizzatore implacabile, ha liquidato l’Espanyol con un netto 4-1, approfittando in pieno dell’ennesimo scivolone del Real Madrid. La squadra di Hansi Flick, che ormai guida questo gruppo da due stagioni con una naturalezza sorprendente, ha così portato a nove i punti di vantaggio sui Blancos quando mancano solo sette giornate al termine della Liga.
Nel primo tempo, la partita sembra già scritta. Al 9’, l’alchimia tra i due giovani si ripete: Lamine Yamal, che gioca sulla fascia come fosse un direttore d’orchestra, serve l’assist perfetto per Ferran Torres; questi, senza nemmeno far rimbalzare il pallone, infila il portiere ospite. Al 25’ la scena si replica identica, quasi un replay televisivo: ancora Yamal a imbeccare, ancora Torres a depositare in rete. La doppietta dell’attaccante, in quella prima frazione di gioco, spezza subito qualsiasi velleità da parte dei pericos, che fino a quel momento avevano cercato di reggere l’urto.
La reazione dell’Espanyol e la svolta nella ripresa
Nella seconda metà di gara, però, gli uomini allenati da Luis García, complice magari un leggero calo d’intensità dei padroni di casa, trovano il coraggio per provare a riaprire il match. È Pol Lozano, con un inserimento centrale ben orchestrato, a battere la difesa blaugrana e a firmare il 2-1 che, per qualche minuto, riaccende la speranza tra i pochi tifosi ospiti presenti sugli spalti. Quel momento di equilibrio, tuttavia, dura lo spazio di un lampo. Perché il Barcellona, lungi dall’andare nel panico, reagisce con la rabbia controllata di chi non vuole sprecare un’occasione tanto ghiotta. Al 72’ arriva l’allungo decisivo: Yamal, che aveva già confezionato due assist, decide questa volta di fare tutto da solo, ricevendo al limite dell’area e calciando un rasoterra imparabile per il 3. A chiudere definitivamente i conti ci pensa Marcus Rashford, subentrato a partita in corso, che nel finale insacca il 4-1 su ripartenza.
Il passo falso del Real Madrid e il margine incolmabile
Quello che rende questo successo ancora più pesante, al di là del punteggio rotondo, è il contesto della classifica. Il giorno prima, il Real Madrid aveva infatti impattato 1-1 al Bernabéu contro un Girona battagliero, lasciando per strada due punti che, a questo punto del campionato, iniziano a pesare come macigni. Con i Blancos secondi a nove lunghezze di distanza e con appena sette turni ancora da disputare, il margine appare ormai strutturale. La matematica non è ancora definitiva, ma la sensazione, a ogni fischio finale che passa, è che servirebbe una catastrofe per ribaltare l’esito di questa rincorsa.
Record di pubblico e un Clásico che potrebbe valere la Liga
Al Camp Nou, intanto, la parziale riapertura dell’impianto dopo i lavori di ristrutturazione ha regalato un’atmosfera da tempi migliori: 60.736 spettatori hanno gremito le tribune, stabilendo un nuovo primato dalla reinaugurazione. Tra questi, molti hanno già lo sguardo puntato al 10 maggio, giorno del Clásico di ritorno in casa del Real Madrid. In quella circostanza, se il margine rimarrà tale, Flick potrebbe addirittura festeggiare la vittoria del campionato sul campo del rivale storico, completando un doblete (Liga più coppa nazionale) che in due anni di Spagna lo proietterebbe di diritto nell’olimpo dei tecnici blaugrana. Per ora, però, si continua a vincere partita dopo partita, senza sbavature.




