L’Etna tra neve e lava: turisti in massa, allarme della Protezione civile

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Domenica pomeriggio, l’Etna ha offerto uno spettacolo raro e affascinante, con la sua vetta innevata che contrastava con i fiumi di lava incandescente, attirando oltre un migliaio di turisti. Tuttavia, quello che poteva sembrare un momento di pura meraviglia si è trasformato in una situazione critica, tanto da costringere la Protezione civile a intervenire per gestire il caos generato dall’afflusso incontrollato di persone.

Il fenomeno, che ha visto l’incontro tra la lava e la neve, ha scatenato esplosioni idro-magmatiche, riprese in diretta e diffuse sui media, creando un’atmosfera quasi primordiale. “È come ritrovarsi a miliardi di anni fa, quando il nostro pianeta si stava formando”, ha commentato un osservatore. Ma la bellezza del momento non ha distolto l’attenzione dai rischi concreti.

Il grande afflusso di visitatori ha portato al cosiddetto “posteggio selvaggio” ai margini delle strade già strette, bloccando la circolazione nella zona di Piano Vettore e rendendo impossibile il passaggio dei mezzi di soccorso. La Protezione civile, dopo aver valutato la situazione, ha comunicato lo stato di rischio al prefetto e ha attivato quattro associazioni di volontariato provenienti da Belpasso, Ragalna, Nicolosi e Adrano. Il loro compito è stato duplice: assistere la popolazione e dissuadere gli automobilisti dall’intasare ulteriormente le vie d’accesso.

I sindaci di Adrano e Belpasso, consapevoli del pericolo, hanno emesso un’ordinanza che vieta di avvicinarsi a meno di 200 metri dal fronte lavico, a meno che non si sia accompagnati da una guida vulcanologica autorizzata. Una misura necessaria, considerata la natura imprevedibile dell’eruzione, iniziata l’8 febbraio 2025, con la bocca eruttiva situata a 3.050 metri di quota, alla base del cratere Bocca Nuova.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) sta monitorando costantemente l’espansione del campo lavico, utilizzando sia ricercatori sul campo sia reti strumentali terrestri e satellitari. Nonostante la situazione apparentemente sotto controllo, l’attività vulcanica ha avuto ripercussioni anche sullo spazio aereo. L’aeroporto di Catania, infatti, ha dovuto chiudere temporaneamente il settore B1 a causa della nube di cenere vulcanica, riaprendo poi gli spazi aerei precedentemente interdetti alle 18:30 ora locale.

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