Tregua di 10 giorni tra Israele e Libano, Meloni: «Eccellente notizia». Riaperto lo Stretto di Hormuz
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Redazione Esteri
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Alla mezzanotte di venerdì, ora locale, è entrato in vigore in Libano un cessate il fuoco della durata di dieci giorni, una pausa che interrompe – seppur in via temporanea – i combattimenti tra Israele e i miliziani di Hezbollah. La notizia, anticipata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel pomeriggio italiano di giovedì, ha trovato immediato riscontro sul terreno: a Beirut, alcuni spari in aria hanno festeggiato l’entrata in vigore della tregua, mentre la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, non ha esitato a definirla un’«eccellente notizia». Questo accordo, va detto, non arriva in un vuoto politico; rappresenta piuttosto un passaggio potenzialmente decisivo per allargare il tavolo negoziale a quell’asse più complesso che lega Washington, Gerusalemme e Teheran, quest’ultima storicamente collegata a doppio filo con il partito armato libanese.
La riapertura dello Stretto e le condizioni sul campo
La conseguenza più immediata del cessate il fuoco si è vista all’indomani dell’annuncio, quando l’Iran ha dichiarato ufficialmente la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha specificato che il passaggio per tutte le navi commerciali è «completamente aperto» per l’intera durata della tregua, seguendo le rotte coordinate già annunciate dalle autorità portuali locali. A questa dichiarazione ha fatto eco Donald Trump, il quale – dopo aver ringraziato Teheran per il gesto – ha però tenuto a precisare che il blocco navale statunitense nei confronti delle imbarcazioni dirette in Iran resterà «in pieno vigore» fino alla conclusione di un accordo definitivo. Sul terreno, le tensioni non accennano a placarsi del tutto: Israele non ha previsto ritiri immediati dalle posizioni occupate, una circostanza che Hezbollah contesta apertamente, invitando la popolazione a non fare rientro frettoloso nei villaggi del sud finché la situazione non si sarà chiarita.
Le reazioni politiche e il contesto internazionale
L’accordo, mediato dagli Stati Uniti, ha suscitato reazioni contrastanti ma generalmente caute nello scacchiere mediorientale. Da un lato, il premier libanese ha accolto la tregua come una richiesta centrale avanzata dal paese sin dall’inizio del conflitto, auspicando che i profughi possano presto fare ritorno alle proprie abitazioni. Dall’altro, il primo ministro israeliano ha chiarito che qualsiasi negoziato più ampio sarà condizionato al disarmo di Hezbollah, un punto questo che promette di essere il più spinoso nei prossimi giorni. Nel frattempo, a Parigi, si è tenuta una conferenza internazionale sulla navigazione marittima, alla quale hanno preso parte la stessa Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. In quell’occasione, la premier italiana ha ribadito la disponibilità del nostro paese a fornire unità navali per lo sminamento del canale, specificando – in ossequio alle regole costituzionali – che si tratterebbe di una missione puramente difensiva e subordinata alla cessazione completa delle ostilità.
L’apertura di uno spazio negoziale per l’Iran
La tregua decennale, sebbene fragile, ha avuto il merito di sbloccare una situazione di stallo che rischiava di trascinare l’intera regione in una crisi energetica senza precedenti. Con lo Stretto di Hormuz riaperto – almeno fino alla prossima settimana – le pressioni sui prezzi del petrolio si sono leggermente attenuate, sebbene rimanga alta l’attenzione sulle mosse della diplomazia. Trump ha dichiarato che l’Iran ha accettato di sospendere il proprio programma nucleare a tempo indeterminato e che un accordo per porre fine alla guerra è in gran parte già scritto. I prossimi colloqui, che potrebbero tenersi già nel weekend in Pakistan, serviranno a verificare se questa tregua temporanea potrà trasformarsi in un cessate il fuoco stabile anche con Teheran, o se invece si rivelerà solo un’illusione destinata a infrangersi sulle macerie di un conflitto ormai cronico.




