Sospeso il fermo in Sicilia: gli autotrasportatori pronti al confronto con il ministro Salvini
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Redazione Interno
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La minaccia di un blocco totale della logistica, capace di mettere in ginocchio i rifornimenti nell’isola, si è trasformata in una tregua strategica in attesa della risposta della politica. A dare l’annuncio è stato il segretario del comitato autotrasportatori siciliani, Salvatore Bella, il quale ha confermato la ricezione di una convocazione formale da parte del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. In seguito a questa comunicazione, che apre ufficialmente un canale di dialogo diretto con il governo, il fermo dei mezzi pesanti è stato sospeso con effetto immediato, sebbene lo stato di agitazione della categoria permanga inalterato in attesa degli sviluppi concreti dell’incontro.
I numeri della discordia e il peso dell’Ecogreen
A tenere banco nel malcontento degli autotrasportatori non è soltanto il consueto aumento del carburante, sebbene quest’ultimo continui a rappresentare una voce critica nei bilanci delle imprese; la vera scintilla della protesta risiede in una normativa europea che, di fatto, ha aggravato i costi del cosiddetto “ultimo miglio” marittimo. A causa della tassa “Ecogreen” imposta dall’Unione Europea, gli autotrasportatori siciliani si trovano a dover sborsare circa 400 euro aggiuntivi per ogni viaggio effettuato sui traghetti, poiché le compagnie di navigazione hanno trasferito l’intero onere fiscale sulle spalle dei vettori. Una situazione, questa, che ha reso insostenibile la competitività del trasporto merci da e verso l’isola, taglieggiata tra il rincaro del gasolio e il balzello marittimo.
Le scadenze dell’agenda politica e il ruolo del Mit
Il calendario degli impegni istituzionali si preannuncia serrato, offrendo una finestra di opportunità che i sindacati di categoria intendono sfruttare senza esitazioni. La data cerchiata in rosso è quella del 22 aprile, quando alle ore 17.00, presso la sede del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato indetto un confronto dedicato alla presenza del vice ministro Edoardo Rixi e dei rappresentanti del Comitato Trasportatori Siciliani (CTS). L’iniziativa, che si inserisce nell’impegno dichiarato del dicastero a garantire ascolto alle istanze territoriali, mira ad analizzare le criticità strutturali del trasporto merci in conto terzi, un settore fondamentale per l’intera filiera logistica dell’isola. Nel frattempo, la regione non è rimasta a guardare: l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò ha convocato una consulta regionale già a partire dal 16 aprile a Palermo, un tavolo preparatorio che coinvolgerà Anas, RFI e gli interporti per cercare di arginare l’emorragia economica legata alla crisi dei trasporti.
L’attesa per la risposta di Roma
La convocazione ufficiale, giunta dopo una settimana di pressing e blocchi annunciati che avevano gettato nel panico i settori turistico e commerciale, rappresenta per i manifestanti una vittoria sul piano della trattativa, ma nessuno, al momento, è disposto a cantare vittoria. I camionisti hanno ringraziato pubblicamente i rappresentanti politici siciliani – tra cui il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e il vicepresidente Luca Sammartino – oltre ai prefetti e alla Digos per la mediazione, ma il messaggio finale è chiaro: la resa dei conti è solo rinviata. Se il 22 aprile le risposte del ministro Salvini non dovessero rivelarsi all’altezza delle aspettative, la sospensione del fermo potrebbe trasformarsi in una bomba a orologeria pronta a esplodere nel cuore dell’estate, mettendo a rischio non solo i rifornimenti ma l’intera economia isolana.




