Raoul Bova e il ricatto degli audio privati: indagato Federico Monzino per tentata estorsione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati Federico Monzino, personal trainer milanese di ventinove anni, con l’accusa di tentata estorsione ai danni di Raoul Bova. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Eliana Dolce, ruota attorno al presunto tentativo di ricatto subito dall’attore, finalizzato a impedire la divulgazione pubblica di audio privati – delle cui modalità di acquisizione si indaga – che lo ritraevano in conversazioni intime con la modella e influencer Martina Cerretti.
Proprio martedì 16 settembre, Bova – nel suo ruolo di persona offesa – ha reso una deposizione dettagliata davanti al pm, descrivendo il profondo disagio per una vicenda che ha minato la sua sfera privata. L’attore, le cui parole in Procura sono parse nette e determinate, ha sottolineato di non essersi piegato alle richieste estorsive, affermando di poter «andare in giro a testa alta» per non aver ceduto. Tuttavia, ha ammesso il suo sconcerto nel vedere che quelle minacce, pur non assecondate, si siano poi concretizzate nella diffusione illecita del materiale.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Monzino avrebbe avuto un ruolo cruciale nel passaggio dei messaggi vocali e delle registrazioni a Fabrizio Corona, figura già nota per aver gestito in passato casi analoghi. Questo punto, in particolare, rimane al centro delle indagini che stanno cercando di accertare le dinamiche precise della filiera di diffusione e le responsabilità individuali. La posizione della Cerretti, invece, appare al momento opaca e non ancora definita nei suoi contorni, lasciando aperti interrogativi su eventuali collusioni o sulla sua consapevolezza nell’intera operazione.




