Meloni convoca il vertice sull'ordine pubblico, il governo prepara un decreto dopo gli scontri di Milano
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Redazione Interno
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La premier Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi i vertici dello Stato per fare il punto sulla spirale di violenze che ha attraversato Milano nel fine settimana e sulle nuove misure da mettere in campo. Alla riunione, convocata per l'una del pomeriggio, hanno preso parte i vicepremier Matteo Salvini, in videocollegamento, e Antonio Tajani, i ministri Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, insieme ai capi di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e intelligence.
Sul tavolo c'è l'ipotesi di un decreto legge da varare in tempi rapidi, forse già nelle prossime ore, per stringere le maglie su chi trasforma le manifestazioni in guerriglia urbana.
Le misure allo studio e il nodo dei minorenni
Il governo valuta di estendere il fermo preventivo anche ai minorenni, uno strumento già introdotto a febbraio e che ora la Lega vorrebbe allargare ai giovanissimi coinvolti nei disordini. Tra le altre ipotesi figurano l'arresto differito per chi viene riconosciuto dalle immagini mentre devasta o saccheggia, il divieto di aggregazione per i responsabili di violenze di gruppo e un inasprimento delle pene per i blocchi stradali.
La maggioranza discute anche di un emendamento sulla cittadinanza che impedirebbe a uno straniero nato in Italia di ottenerla se condannato per reati contro le forze di polizia o per devastazione e saccheggio. Nel corso del vertice è stata inoltre affrontata la richiesta di rafforzare l'operazione Strade sicure a Milano con l'invio di altri 500 militari, un punto sul quale il ministro della Difesa Crosetto ha sottolineato la necessità di norme che consentano loro di agire come le forze di polizia per il tempo necessario.
Il centro di Milano si svuota per timore di nuove proteste
Mentre a Palazzo Chigi si discuteva di norme, in Galleria Vittorio Emanuele II alcuni dei bar più noti hanno iniziato a smontare i dehors e a rimuovere tavolini, paratie di vetro e separé. Biffi e Savini hanno smontato le strutture esterne, mentre il Camparino e Cracco sono rimasti chiusi. La decisione è legata al timore che si ripetano i vandalismi che hanno preso di mira le attività commerciali durante gli scontri di sabato e domenica, quando decine di giovani hanno infranto vetrine e saccheggiato negozi tra piazza Duomo, via Torino e via Dante.
Nel quadrilatero della moda diversi negozi di lusso hanno abbassato le serrande per precauzione, mentre il sindaco Giuseppe Sala, in visita alle attività danneggiate insieme al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, ha definito quelle scene inaccettabili e ingiustificabili.
Le richieste di giustizia della Procura e le critiche all'esecutivo
La Procura di Milano ha chiesto la custodia cautelare in carcere per cinque maggiorenni arrestati durante gli scontri, descrivendo nei propri atti «una assoluta disinvoltura a improvvise azioni distruttive e di rara violenza» e una «significativa capacità criminale». Il provvedimento firmato dalla pm Giovanna Cavalleri riguarda alcuni degli arrestati per i fatti di sabato in pieno centro.
Sul fronte politico, l'avvocata Cathy La Torre, intervenuta a Otto e Mezzo su La7, ha messo in discussione l'efficacia delle misure annunciate dal governo: «Io penso che l'ennesima medicina fatta di decreti sicurezza non servirà», ha detto, aggiungendo che «non arrivare a fine mese è una forma di violenza tanto quanto spaccare le vetrine».
Le prossime date delle mobilitazioni
Le proteste non si fermano. Per sabato 24 ottobre è prevista a Roma una manifestazione degli studenti di destra sotto lo slogan «Sblocchiamo tutto», con un corteo promosso da Azione Universitaria che partirà alle 10.30 da piazza della Libertà per arrivare in piazza Risorgimento. Il 30 ottobre è invece in programma lo sciopero generale proclamato da Usb e altri sindacati di base, al quale hanno già annunciato adesione le organizzazioni del movimento studentesco, tra cui il Collettivo Osa, uno dei promotori delle manifestazioni di sabato.
Gli studenti di Torino hanno fatto sapere che parteciperanno per portare avanti «l'alleanza tra studenti e lavoratori in un grande sciopero generale contro il governo e contro un carovita che è diventato insostenibile».
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