Tudor e la Juve: un punto che sa di rammarico, ma la mentalità non si discute

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Igor Tudor, al termine di Lazio-Juventus, non nasconde una certa amarezza per i tre punti sfumati all’ultimo respiro, ma preferisce concentrarsi sull’atteggiamento mostrato dalla sua squadra. «Bisogna fare i complimenti ai ragazzi», ha dichiarato a Dazn, sottolineando come un minuto abbia separato i bianconeri dalla vittoria. Quella di Roma, del resto, è stata una partita «concreta», nonostante le difficoltà accumulate tra infortuni e squalifiche che rischiano di complicare le ultime due giornate. Un punto, dunque, che va accettato, anche se il sapore è quello di un’occasione mancata.

La Juventus, però, sembra ormai aver adottato una certa abitudine a complicarsi la vita quando la vittoria è a portata di mano. «È successo di nuovo, è la Juve della Marmotta!», si legge sui social, con una punta di ironia amara. E se Kalulu e Castellanos hanno contribuito a far sfumare il successo, è anche vero che il club torinese paga errori già visti in altre occasioni. C’è chi, tra i tifosi, invoca addirittura un passo indietro: «Fuori dalla Champions, anzi fuori da tutte le coppe!». Una posizione estrema, dettata più dalla frustrazione che da un’analisi razionale, ma che nasconde un fondo di verità. Perché, al di là dei 100 milioni di euro legati alla qualificazione, è difficile ignorare i limiti emersi in questa stagione.

Fabio Capello, intervistato da La Gazzetta dello Sport, non usa mezzi termini: «La Juventus deve pregare San Gasp». Con Atalanta e Roma protagoniste dello scontro diretto di Bergamo, infatti, i bianconeri rischiano di perdere il controllo della loro sorte. «Se Ranieri fa il colpo a Bergamo, la squadra di Tudor si troverà in difficoltà», osserva l’ex allenatore, ricordando come la qualificazione alla Champions League sia ora appesa a risultati altrui. Senza dimenticare, poi, l’episodio di Kalulu: «Una stupidaggine che ha rovinato la partita».

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