Juve, Spalletti sistema la squadra: vittorie e mentalità per la corsa Champions

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La Juventus, che deve vincere per statuto e aspirazione, ha trovato la sua via per risalire la classifica, imponendo una serie di risultati positivi che la collocano saldamente nella zona Champions. A Pisa, l’ultima fatica si è trasformata in un successo, il quarto consecutivo tra campionato e coppa, a dimostrazione di un percorso ormai chiaramente tracciato. Luciano Spalletti, il cui destino sulla panchina bianconera è legato proprio al raggiungimento di quel traguardo, appare oggi completamente immerso nel progetto, lontano dalle atmosfere che lo caratterizzavano in Nazionale, come ha notato Michele Padovano. È lui, il tecnico, ad avere imbrigliato il potenziale di un gruppo irrequieto, lavorando con pazienza sia sull’assetto tattico sia sul piano mentale, riuscendo a tirare fuori il meglio da alcuni elementi che in precedenza non esprimevano tutte le loro qualità.

Il cambio di passo sotto la guida del tecnico

Non è stato un percorso lineare, ovviamente, e la partita contro il Pisa ne ha offerto un esempio lampante. Il primo tempo, infatti, ha riproposto alcune fragilità che sembravano superate, spingendo Spalletti a un intervento deciso negli spogliatoi durante l’intervallo. Il suo non è stato un semplice incoraggiamento, ma un vero e proprio urlo di risveglio, un monito a non dimenticare l’identità e il peso della maglia che si indossa. «Svegliatevi, non può essere questo il livello! Siete la Juve, fatelo vedere»: queste, grosso modo, le parole che hanno rianimato lo spirito della squadra, la quale è poi riuscita a tornare in campo con un’altra determinazione e a portare a casa i tre punti. Un episodio che, al di là del risultato, mostra come l’allenatore abbia ora la piena padronanza del gruppo e la capacità di correggerne la rotta anche con metodi diretti, quando la situazione lo richiede.

Le analisi dagli studi televisivi

Dagli studi di Sky Sport, l’ex attaccante juventino Michele Padovano e il collega Massimo Borghi hanno sottolineato la trasformazione in atto. Padovano, in particolare, è stato netto nel suo giudizio: «Spalletti ha sistemato quello che c’era da sistemare». Una valutazione che va ben oltre il semplice dato tattico e che tocca il merito più profondo del lavoro di un allenatore, cioè la capacità di incidere sull’approccio dei giocatori. Anche le prestazioni del giovane Yildiz, sempre decisivo e ancora a segno, rientrano in questo contesto di rinnovata fiducia e di chiarità di idee. La squadra, insomma, non naviga più nelle acque agitate delle passate stagioni, ma procede con una concretezza che le permette di vincere anche quando non esprime un calcio spettacolare.

La strada per il definitivo salto di qualità

Il presente, dunque, è fatto di risultati e di una solida posizione in classifica, in attesa degli esiti delle partite delle dirette concorrenti. L’ambizione di partecipare alla Champions League, definita da qualcuno una “dolce condanna” per un club abituato ai massimi livelli, rappresenta l’obiettivo minimo e al contempo la chiave per la stabilità futura. Tuttavia, come emerso dalle stesse analisi, il lavoro compiuto da Spalletti costituisce la base necessaria ma non sufficiente per ambire a qualcosa di più. Il salto di qualità definitivo, quello che potrebbe riportare la Juventus a lottare per lo scudetto, passerà inevitabilmente dal mercato, dalla capacità di integrare una rosa già migliorata con quegli elementi di spessore internazionale in grado di alzarne ulteriormente il livello. Per ora, la “Signora” ha ritrovato la sua strada e, senza bisogno di clamori inutili, si è riposta laddove molti ritengono che le sia dovuto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.