Cuori 3, tra sensitivi e pacemaker nucleari va in scena il finale di stagione

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La terza stagione di Cuori, la serie di Rai 1 ambientata nel reparto di cardiochirurgia delle Molinette di Torino, si appresta a calare il sipio sugli episodi che hanno portato in dote, sin dal debutto dello scorso primo febbraio, un soffio di mistero destinato a incrinare il rigidissimo paradigma scientifico che aveva dominato le precedenti narrazioni -5. L’ultimo appuntamento, in onda stasera in prima serata, promette di sciogliere i nodi venuti al pettine nel corso di queste sei settimane, regalando al pubblico un finale che, stando alle anticipazioni, non potrà dirsi privo di colpi di scena e di un’atmosfera tesissima, quasi da resa dei conti -1. La regia di Riccardo Donna, fedele alla sua cifra stilistica che mescola il melodramma familiare all'accuratezza nella ricostruzione storica, ha voluto quest’anno spostare l’asse tematico su uno scontro affascinante quanto delicato: quello tra la ragione medica e l'irrazionale, tra ciò che è dimostrabile e ciò che si percepisce -9.

L’irruzione dell’invisibile: Gregorio Fois e la sfida alla ragione

A incarnare questa tensione dialettica ci pensa Giulio Scarpati, volto noto al grande pubblico televisivo, che veste i panni di Gregorio Fois, un sensitivo dalla presenza scenica magnetica e ambigua. Il suo personaggio, ispirato liberamente alla figura del celebre torinese Gustavo Rol, entra nelle corsie dell’ospedale portando con sé una ventata di imprevedibilità che mette a disagio i medici, abituati a confrontarsi solo con dati certi e referti -2. Scarpati, intervistato alla vigilia della messa in onda, aveva scherzosamente definito il suo Gregorio come “l’anti-scienza”, un elemento di disturbo creativo che, con le sue intuizioni e il suo richiamo all’invisibile, finisce per turbare soprattutto Delia, interpretata da Pilar Fogliati, creando un feeling particolare che si colloca al di fuori delle dinamiche puramente cliniche -8. È proprio questo cortocircuito tra il metodo scientifico, portato avanti con ostinazione dai protagonisti, e l’esoterismo di Fois a rappresentare la scommessa narrativa di questa stagione, una scommessa che, nel clima di cambiamento sociale e culturale del 1974, anno in cui è ambientata la serie, trova il suo terreno ideale -10.

L’ultima notte alle Molinette: tensioni e uno sparo

Mentre il sensitivo Fois seminava dubbi e suggestioni, il cuore pulsante dell’ospedale, quello fatto di ambizioni professionali e relazioni sentimentali, continuava a battere in modo irregolare. La storia d’amore tra Delia e Alberto (Matteo Martari) si è rivelata tutt’altro che un porto tranquillo, messa a dura prova non solo dai fantasmi del passato ma anche dalle pressioni lavorative e dai fallimenti professionali, come dimostra il recente scetticismo di Alberto verso il pacemaker nucleare sviluppato da Helmut e Virginia -3-4. L’ultima puntata, che Rai 1 trasmette in una sorta di maratona finale, concentra la sua azione in una lunga notte di tensione -1. Le anticipazioni parlano chiaro: un colpo di pistola squarcerà il silenzio delle corsie, mettendo a repentaglio l’incolumità di alcuni personaggi e costringendo Delia e Alberto a fare i conti con le conseguenze, talvolta drammatiche, delle loro scelte. Non si tratta, a quanto pare, di un semplice espediente per tenere alta l’attenzione, ma del punto di arrivo di gelosie accumulatesi e di segreti venuti a galla, un vero e proprio valzer di equivoci e passioni che trova nel gesto violento il suo climax inevitabile -1-3.

Nuovi primari e vecchie assenze: un cast che si rinnova

Questa terza stagione ha dovuto fare i conti anche con un importante ricambio generazionale all’interno del cast. L’assenza di Daniele Pecci, il cui personaggio, il carismatico primario Cesare Corvara, era uscito di scena al termine della precedente tornata di episodi, ha lasciato un vuoto che gli sceneggiatori hanno cercato di colmare non con un semplice sostituto, ma con figure altrettanto forti e polarizzanti -2. Accanto all’enigmatico Fois, ha fatto il suo ingresso Fausto Maria Sciarappa nei panni del nuovo primario Luciano La Rosa, un personaggio destinato a portare una ventata di cambiamento, non sempre gradita, negli equilibri consolidati del reparto -2-3. È in questo crogiolo di nuove figure e vecchie conoscenze, come Roberta e Fausto alle prese con un'avvicinamento sentimentale, che si gioca la partita del finale -6. Se il pacemaker nucleare rappresenti il futuro o un azzardo pericoloso, e se la notte di passione lascerà spazio a un nuovo giorno, lo scopriranno solo gli spettatori sintonizzati sull’ultimo, concitato atto di questa storia torinese.

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