Corona nei guai per il caso Scotti, cancellata l'ultima puntata di Falsissimo: due nuove letterine difendono Gerry

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La parabola di "Falsissimo", il format ideato e condotto da Fabrizio Corona, si conferma un intreccio costante tra ascolti record e battaglie legali, dove a ogni picco di interesse pubblico segue, quasi inevitabilmente, una contromossa giudiziaria o di mercato. L'ultimo episodio, che aveva per oggetto presunte vicende legate a Gerry Scotti, è stato rimosso dalla piattaforma YouTube a seguito di una segnalazione per violazione del copyright avanzata da Mediaset. La società, difendendo la propria reputazione e quella dei propri dipendenti, ha così ottenuto l'oscuramento di quel contenuto, definendolo in precedenti comunicati un'ennesima serie di affermazioni gravi e non veritiere, lesive per un gruppo quotato in borsa e per le persone coinvolte, anche nelle loro relazioni familiari. Questo intervento rappresenta l'ultimo atto di una strategia difensiva che, oltrepassando il semplice smentito stampa, agisce direttamente sulle modalità di diffusione delle accuse.

Il meccanismo dello strike e la replica di Corona

Lo strumento utilizzato dal gruppo di Cologno Monzese, lo strike per copyright, è parte integrante delle policy di YouTube e consente al titolare dei diritti di chiedere la rimozione di materiale che ritiene contraffatto o utilizzato illecitamente. L'applicazione di questa misura, che spesso porta a sanzioni per il canale che la subisce, ha di fatto interrotto la pubblica circolazione dell'ultima narrazione proposta da Corona. Da parte sua, l'ex paparazzo non è rimasto in silenzio, e ha replicato facendo trapelare l'esistenza di due missive, scritte da terze parti e a lui favorevoli, che proverebbero – a suo dire – la fondatezza di alcune delle sue rivelazioni su Scotti. Queste lettere, il cui contenuto non è stato reso pubblico integralmente, vengono brandite come elementi a discolpa, in un controffensiva che sposta parzialmente il baricentro del dibattito dalla veridicità delle accuse all'esistenza di documenti che le corroborerebbero.

Una vicenda che si estende oltre il singolo episodio

La rimozione dell'ultima puntata non è un evento isolato, bensì l'ultimo capitolo di una procedura più ampia che ha visto Mediaset agire in maniera sistematica. In precedenza, infatti, erano già state oscurate altre quattro puntate del programma, tutte incentrate su temi e personaggi sensibili per l'azienda, come lo stesso Scotti, Alfonso Signorini e Silvio Berlusconi. L'approccio del gruppo televisivo appare dunque sempre più strutturato e tecnico, volto a interrompere alla radice la propagazione di contenuti ritenuti diffamatori, sfruttando le norme a tutela della proprietà intellettuale piuttosto che limitarsi a un confronto mediatico. Una scelta, questa, che evidenzia una volontà di blindare la propria immagine e quella dei propri collaboratori storici, aggirando il merito delle polemiche per colpire il mezzo che le veicola.

Il contesto giudiziario e il futuro del format

La battaglia si svolge, è bene ricordarlo, anche su un altro piano, quello strettamente giuridico, dove sono già pendenti cause e diffide. L'intervento di Mediaset attraverso lo strumento del copyright si inserisce in un quadro contenzioso già avviato, andando a costituire un fronte supplementare di pressione. La vita di "Falsissimo", pertanto, continua a dipendere da un equilibrio precario tra il grande seguito di pubblico – testimoniato da visualizzazioni che spesso raggiungono numeri impressionanti – e la capacità dell'autore di districarsi tra le maglie delle regole delle piattaforme e della legge. L'oscuramento ripetuto di episodi chiave pone interrogativi concreti sulla sostenibilità di un format il cui carburante principale sono rivelazioni che, sistematicamente, finiscono per attirare l'attenzione non solo degli spettatori, ma anche degli uffici legali dei soggetti coinvolti.

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