Caso Banda, il Lecce chiama Fifa e Malagò: l’esterno verso la Libia
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Redazione Sport
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La vicenda che vede protagonista Lameck Banda, l'esterno offensivo classe 2001, si è ormai trasformata in un intricato caso diplomatico e legale che travalica i confini del calcio italiano, coinvolgendo istituzioni sportive internazionali e governative. Il calciatore, sotto contratto con il Lecce fino al 2027, risulta irreperibile da circa due mesi e la sua assenza ha scatenato una reazione a catena che ha portato il club salentino a presentare un esposto formale alla Fifa e a inoltrare segnalazioni alla Figc, al Coni e al presidente Giovanni Malagò.
La latitanza e il rinnovo contestato
Dopo aver disertato il raduno per le visite mediche e il successivo ritiro pre-stagionale in Austria agli ordini di mister Eusebio Di Francesco, Banda ha fatto perdere completamente le proprie tracce, tagliando ogni contatto sia con la dirigenza salentina che con i propri procuratori. Il giocatore si era recato in Zambia per un matrimonio e da lì non è più rientrato in Italia, sebbene abbia pubblicato alcuni video sui social in cui si allenava individualmente, dimostrando di stare bene e di essere in piena forma fisica.
Nel frattempo, attraverso un amico intervistato dalla testata zambiana BolaNews, Banda ha fatto sapere di ritenere il proprio rapporto con il Lecce ormai concluso, contestando la regolarità del rinnovo contrattuale che lo lega al club fino al 2027.
Secondo le sue accuse, la società avrebbe approfittato della sua scarsa conoscenza della lingua italiana per fargli sottoscrivere un documento con una clausola di rinnovo automatico che lui non avrebbe compreso appieno, e avrebbe inoltre trattenuto parte dello stipendio e dei bonus, circostanze che avrebbero generato in lui un forte senso di frustrazione.
La svolta libica e l’offerta milionaria
La svolta nella vicenda è arrivata nella notte tra sabato 8 e domenica 9 agosto, quando il giornalista libico Muha El Gadamsi ha rivelato sul proprio profilo X di aver avvistato Banda al Cairo insieme a una delegazione dell'Al Swehli SC, club libico che si sta preparando per il debutto nella CAF Champions League. Secondo quanto riportato, il giocatore sarebbe pronto a firmare un contratto biennale del valore complessivo di 12 milioni di dinari libici, l'equivalente di circa 1,63 milioni di euro.
Una proposta allettante, che il Lecce ritiene fondata e che ha spinto la società a mettere in allarme tutte le parti in causa: oltre alla Fifa, sono state informate la Figc, il Coni, la CAF e le federcalcio di Zambia e Libia. Il club salentino aveva già respinto un'offerta dell'Al Swehli per il cartellino di Banda nelle scorse settimane, considerandola inferiore al milione di euro e quindi inadeguata.
Le mosse del Lecce e gli scenari giudiziari
Il presidente del Lecce, l'avvocato Saverio Sticchi Damiani, ha scelto la linea della fermezza e ha inoltrato una comunicazione ufficiale a tutte le istituzioni competenti per denunciare la situazione e chiedere tutela. La posizione del Lecce è chiara: Banda è un giocatore sotto contratto e, in teoria, la Figc dovrebbe opporsi al rilascio del transfer internazionale verso la Libia, bloccando di fatto il tesseramento.
Tuttavia, lo scenario che più preoccupa la dirigenza salentina è che l'Al Swehli possa tentare di ottenere un'autorizzazione provvisoria direttamente dalla Fifa, aggirando il nullaosta del Lecce e innescando un contenzioso internazionale senza precedenti. Un esito del genere creerebbe un pericoloso precedente per l'intero sistema calcistico, minando la validità dei contratti stipulati in Italia e mettendo in discussione la tutela legale e patrimoniale dei club.
Un caso nazionale
La vicenda, al di là del singolo episodio, rischia di fare giurisprudenza e per questo il Lecce ha deciso di trasformarla in una questione di interesse nazionale, chiedendo l'intervento diretto delle massime autorità sportive. Sticchi Damiani, con la sua doppia veste di presidente del club e di avvocato, sta seguendo personalmente la strategia legale, consapevole che l'esito di questa battaglia potrebbe definire un importante confine giuridico per il calcio italiano.
La scomparsa del giocatore, la sua presunta intenzione di firmare per un club di un altro continente e la contestazione del rinnovo contrattuale rappresentano un cocktail esplosivo che tiene banco non solo a Lecce, ma in tutte le sedi del calcio internazionale, dove si attende di capire se il sistema delle regole potrà resistere a una sfida portata avanti con la forza dei fatti e delle ingenti risorse economiche.
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