Il saluto discreto a Brigitte Bardot, tra fiori campestri e un’eredità da decifrare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
La Francia si ferma, seppure nel silenzio voluto dalla stessa protagonista, per l’ultimo saluto a Brigitte Bardot, che si è spenta a 91 anni lasciando un vuoto nella memoria collettiva del cinema e non solo. Contro ogni aspettativa di un addio grandioso, degno di una star che ha segnato un’epoca intera, i suoi funerali – fissati per il 7 gennaio a Saint-Tropez – saranno un’occasione riservata e semplice, come ha stabilito la Fondazione a lei intitolata. La cerimonia, una funzione religiosa privata nella chiesa di Notre-Dame de l’Assomption, sarà trasmessa per il pubblico su un maxischermo allestito nel porto e nella centrale Place des Lices, mentre la sepoltura, anch’essa privata, avverrà nel cimitero marino del Var. Un modo per coniugare il desiderio di intimità della diva, che da tempo aveva scelto una vita lontana dai riflettori, con il legittimo bisogno di un paese di rendere omaggio a un’icona; agli ammiratori, infatti, resterà a disposizione il Pré des Pêcheurs, il prato dei pescatori, per un tributo pubblico e personale.
I ricordi di un legame speciale e un battesimo a Saint Tropez
Mentre la macchina organizzativa segue le indicazioni della Fondazione, affiorano storie private che svelano un lato meno noto della Bardot, lontano dalle pellicole e dalle polemiche. Come quella di un uomo, nato 64 anni fa da una coppia di emigranti friulani che per quindici anni lavorarono al suo servizio, e che oggi rievoca in una casa del Friuli il legame speciale con la star. La madre faceva la governante, il padre il giardiniere e custode nella villa di Saint Tropez: fu proprio Brigitte Bardot, in un gesto di affetto che superava i ruoli, a tenere a battesimo il loro figlio, diventandone la madrina. Un rapporto, il loro, custodito nel riserbo per decenni e che oggi riemerge come un frammento di umanità in controtendenza con l’immagine pubblica della donna-simbolo.
Il nodo dell’eredità milionaria e la posizione del figlio
Parallelamente ai preparativi per le esequie, che hanno visto declinare con garbo la proposta di un omaggio nazionale solenne avanzata dal presidente Emmanuel Macron, si apre un altro capitolo destinato a occupare le cronache: quello dell’eredità. La questione, che interessa un patrimonio milionario la cui consistenza è ancora da chiarire, ruota attorno alla figura dell’unico figlio dell’attrice, Nicolas-Jacques Charrier, oggi 65enne. Nato dalla breve e tribolata relazione con l’attore Jacques Charrier, l’uomo – secondo quanto emerge – avrebbe diritto alla metà del lascito della madre, sebbene circolino voci secondo le quali del patrimonio non sarebbe rimasto molto. Una situazione complessa, che i legali dovranno dipanare, e che getta un’ombra di mistero sugli ultimi anni di vita della diva, dedicati principalmente alla causa animalista attraverso la sua Fondazione.
L’addio senza clamore e l’icona che resta
Il funerale “semplice e senza pretese”, come definito dagli organizzatori, con fiori campestri a ornare la cerimonia, sembra dunque l’ultimo, coerente atto di una persona che ha sempre cercato di difendere la propria sfera privata pur vivendo sotto i riflettori. Quel che resta, al di là delle questioni legali e dei ricordi personali, è l’impronta indelebile di una donna che ha rivoluzionato, con la sua presenza e il suo talento, non solo l’estetica cinematografica ma anche le convenzioni sociali del suo tempo. Un’eredità, quella culturale, che nessuna vicenda patrimoniale potrà mai offuscare e che continuerà a vivere nelle sue immagini sullo schermo.




