Brigitte Bardot, la complessa eredità di un'icona tra cinema e conflitti familiari
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scomparsa di Brigitte Bardot, avvenuta il 28 dicembre all'età di 91 anni, ha chiuso il capitolo esistenziale di una delle figure più iconiche del cinema mondiale, aprendo al contempo quello, intricato, della successione. L'attrice, che da giovane modella parigina divenne il simbolo assoluto della sensualità e del nuovo cinema francese degli anni Cinquanta e Sessanta, lascia dietro di sé una filmografia indelebile e una vicenda personale segnata da un rapporto conflittuale con la maternità. La sua carriera, del resto, fu un susseguirsi di ruoli che fecero di lei il volto di un'epoca, da "E Dio creò la donna" a "Il disprezzo", film che ne scolpirono il mito tanto sulla pellicola quanto nell'immaginario collettivo.
Il nodo successorio e il figlio "ripudiato"
Proprio quell'immagine pubblica, così libera e travolgente, sembra aver avuto un corrispettivo privato in una certa irrequietezza, culminata in una dichiarata insofferenza per il ruolo di genitore. L'unico figlio, Nicolas Charrier, nato dal primo matrimonio con l'attore e regista Jacques Charrier, visse infatti un'infanzia lontano dalla madre dopo il divorzio dei genitori, quando aveva appena tre anni. Cresciuto col padre, non ebbe contatti significativi con Brigitte Bardot fino al 1996, anno in cui l'attrice pubblicò un'autobiografia dalle tonalità particolarmente crude. In quelle pagine, evocando il rifiuto della maternità, definì il neonato "come un tumore", una similitudine che spinse l'uomo, ormai adulto, a intentare una causa per diffamazione. La vicenda giudiziaria si risolse con un risarcimento di centomila franchi a favore di Nicolas, ma non ricucì il rapporto, rimasto sino alla fine sostanzialmente inesistente.
Una vita lontana dai riflettori
Charrier, oggi 65enne, conduce da tempo un'esistenza ritirata in Norvegia, lontanissima dal clamore che sempre circondò la madre. Vive con la moglie, l'ex modella Anne-Line Bjerkan, dedicandosi alla propria famiglia, che include due figlie e tre nipoti. Una quiete che contrasta apertamente con il turbine mediatico e passionale che per decenni ha avvolto Bardot, il cui nome è rimasto sinonimo di festa e di trasgressione gioiosa, come testimonia il celebre ritornello "Brigitte Bardot Bardot", colonna sonora di innumerevoli serate danzanti da oltre mezzo secolo. La sua eredità culturale, insomma, resta immensa e popolarissima, mentre quella materiale si presenta come un groviglio da districare.
L'asse patrimoniale già smembrato
Secondo le normative francesi, infatti, a Nicolas Charrier, in qualità di unico discendente, spetterebbe legalmente la metà del patrimonio della madre. Tuttavia, fonti vicine alla situazione lasciano intendere che l'icona del cinema abbia già provveduto, in vita, a cedere gran parte dei propri beni, riducendo in maniera sostanziale l'ammontare dell'asse ereditario. Una mossa che, se confermata, renderebbe la successione più una questione formale che una vera spartizione di ricchezze, lasciando forse intatto solo il valore, incalcolabile, di un'immagine che ha definito un'epoca. Resta, di tutta la vicenda, il ritratto di una donna che riuscì a forgiare il proprio destino sullo schermo con una forza inaudita, mentre le relazioni più intime, come quella con il figlio, rimasero segnate da un'incompiutezza altrettanto profonda.




