Brigitte Bardot, l'addio a Saint-Tropez tra eredità contese e un'icona immortale
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il funerale di Brigitte Bardot, celebrato mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez, ha osservato una sobrietà che l'attrice, scomparsa il 28 dicembre all'età di 91 anni, aveva espressamente richiesto, sebbene non siano mancati elementi di tensione e significative presenze. La cerimonia, infatti, si è svolta al cimitero marino della cittadina della Costa Azzurra, una scelta che contrasta con le sue volontà testamentarie, le quali indicavano come ultimo desiderio quello di essere sepolta nel giardino della sua dimora, La Madrague, accanto ai tanti animali che aveva amato e protetto. Come raccontano alcuni dei suoi più stretti, le sue ultime parole sono state un flebile "pio pio", simile al richiamo di un pulcino, a sigillare un'esistenza sempre in bilico tra la fragilità privata e l'icona planetaria.
Una presenza politica inaspettata tra i pochi invitati
Tra i pochissimi politici presenti alla funzione privata, come riportano le cronache, spiccava Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, invitata personalmente in virtù di una sintonia ideale su temi cari alla Bardot, soprattutto in materia di protezionismo animale e di difesa di una certa identità culturale francese. La sua partecipazione, più che quella del figlio Nicolas-Jacques Charrier – con cui l'attrice intrattenne un rapporto complesso, segnato da lunghi periodi di distacco – ha catalizzato l'attenzione dei media, sottolineando come il mito di B.B. abbia saputo travalicare i confini del cinema per intersecarsi, negli ultimi decenni della sua vita, con le sfere dell'attivismo e del dibattito pubblico.
Il patrimonio e la battaglia per l'eredità destinata agli animali
Proprio la sua passione per gli animali si trova ora al centro di una complessa vertenza legale riguardante l'eredità, il cui valore complessivo è stimato in diverse decine di milioni di euro. Una parte consistente del patrimonio, circa il 20%, è costituita da titoli di Stato italiani, tedeschi, francesi e spagnoli oltre a fondi d'investimento; a questi si aggiungono diritti d'immagine e proprietà immobiliari, tra cui spicca la tenuta di La Madrague, stimata tra i 25 e i 30 milioni di euro, della quale Bardot donò la nuda proprietà alla sua fondazione animalista già nel 1991. Il testamento, che lascia la quasi totalità delle sostanze proprio a questa fondazione – oggi custode di circa 300 animali tra domestici e selvatici – è contestato dal figlio e dal quarto marito, dando il via a una battaglia giudiziaria che promette di essere lunga e articolata.
L'eredità immateriale nell'immaginario collettivo e nei fumetti
Al di là delle questioni legali e delle contese familiari, rimane intatto il segno profondo che Brigitte Bardot ha lasciato nell'immaginario collettivo globale, un'impronta che va ben oltre il cinema e la moda, come testimonia il celebre scollo "alla Bardot". La sua figura, infatti, è stata plasmata e riproposta infinite volte nelle vignette e nei fumetti, medium che più di altri hanno catturato e reinterpretato il suo mito di sensualità naturale e di ribelle innocenza. Quel suo charme unico, che contribuì a trasformare Saint-Tropez da piccolo borgo di pescatori a mito internazionale dopo l'uscita di "E Dio creò la donna" sul finire degli anni Cinquanta, continua a vivere in quelle rappresentazioni, dimostrando come l'icona abbia ormai acquisito una vita autonoma e perpetua, svincolata dalla stessa persona fisica.




