Saint-Tropez dà l'ultimo addio a Brigitte Bardot, funerale sobrio tra amici e impegno per gli animali

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A distanza di dieci giorni dalla scomparsa, avvenuta il 28 dicembre nella sua dimora de La Madrague, Brigitte Bardot ha attraversato per l'ultima volta le strade di Saint-Tropez, il borgo marinaro la cui fama planetaria si è intrecciata per sempre con quella dell'attrice, diventandone un'immagine simbolo. La cerimonia funebre, che si è svolta nella chiesa di Notre-Dame-de-l'Assomption nel cuore del centro storico, ha rispettato con precisione la volontà di una cerimonia essenziale, lontana dai riflettori mondani che per decenni l'avevano inseguita. "Voleva un funerale senza fronzoli", ha spiegato il marito Bernard d'Ormale, al suo fianco dal 1992, sottolineando come, nonostante la complessità che spesso la circondava, quel desiderio di semplicità fosse stato accolto come ultimo gesto d'amore.

La cerimonia intima nella chiesa del villaggio

La bara, ricoperta di bambù e adornata con composizioni floreali, è stata accolta in chiesa da un ristretto nucleo di familiari, tra i quali il figlio Nicolas e le nipoti, e da amici di lunga data. Fra questi, alcuni hanno condiviso con lei battaglie pubbliche e private, come il militante ecologista Paul Watson, accorso per rendere omaggio a una delle voci più potenti in difesa del mondo animale. La sobrietà della funzione, che è iniziata alle undici del mattino, non ha escluso momenti di commosso ricordo, come l'esibizione della cantante Mireille Mathieu, storica amica della Bardot, che ha offerto una sua interpretazione durante il rito.

Le presenze e il silenzio delle istituzioni

Tra i presenti, figurava anche Marine Le Pen, a testimonianza di quel legame, talvolta controverso, che l'attrice aveva intrattenuto con certi ambienti politici francesi negli ultimi decenni. Assenti, per scelta o per rispetto della natura privata dell'evento, i grandi nomi del cinema e dello spettacolo che avevano popolato la sua carriera, a segnare una distanza netta tra l'icona di celluloide e la donna che, ritiratasi dalle scene già negli anni '70, aveva scelto una vita dedicata ad altre passioni. La scena, del resto, era stata la sua prima grande ribalta, quella che l'ha trasformata in un simbolo di bellezza e di libertà dei costumi, ma dalla quale si era allontanata con decisione irrevocabile.

L'eredità più duratura: la fondazione per gli animali

Accanto ai famigliari, un posto di riguardo è stato riservato ai rappresentanti della Fondazione Brigitte Bardot per la protezione degli animali, l'organizzazione da lei creata e sostenuta con determinazione fin dal 1986, che costituisce forse la sua eredità più concreta e sentita. È in quell'impegno totale, portato avanti con la stessa intensità che metteva in ogni sua scelta, che si è riversata negli ultimi decenni la sua energia pubblica, trasformando l'immagine di sex symbol in quella di paladina infaticabile delle creature senza voce. Un tumore, diagnosticato da tempo, ne ha spento la vita all'età di novantuno anni, chiudendo un'esistenza che, nella sua seconda metà, aveva saputo riservare sorprese e confermare un carattere anticonformista fino all'ultimo.

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