Il lungo addio di Brigitte Bardot, tra malattia e un'eredità contesa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La notizia della morte di Brigitte Bardot, avvenuta il 28 dicembre dello scorso anno nella sua dimora di La Madrague a Saint-Tropez, aveva portato con sé un'aura di mistero sulle sue reali condizioni di salute, che il marito Bernard d'Ormale ha ora chiarito in un'intervista concessa a Paris Match. L'ultimo compagno di vita della diva, infatti, ha rivelato come la Bardot fosse malata di cancro già prima del decesso, circostanza che getta una luce diversa sugli ultimi mesi della leggendaria attrice, ritiratasi da tempo da ogni forma di vita pubblica per dedicarsi esclusivamente alla sua battaglia in difesa degli animali.
Le volontà testamentarie e il conflitto legale
Quel silenzio privato, che per anni aveva avvolto la sua esistenza nella località della Costa Azzurra, è stato bruscamente interrotto, tuttavia, da un'aspra controversia legale scoppiata immediatamente dopo i funerali. A impugnare il testamento, secondo cui la quasi totalità del patrimonio sarebbe stata destinata alla Fondazione Brigitte Bardot, sono stati proprio i congiunti più stretti: il figlio Nicolas-Jacques Charrier e lo stesso Bernard d'Ormale. Essi contestano apertamente quella disposizione, sostenendo che violi il diritto successorio francese, il quale garantisce una quota riservata agli eredi diretti, e avviando così una complessa vertenza giudiziaria che sembra riecheggiare, pur nella sua drammaticità attuale, le trame di antiche favole sulle dispute ereditarie.
Una figura complessa tra cinema e attivismo
La scomparsa della star ha riacceso, inevitabilmente, i riflettori sulla sua duplice e spesso contraddittoria natura: da un lato l'icona di bellezza e sensualità che rivoluzionò il cinema degli anni Cinquanta e Sessanta, dall'altro la polemica attivista i cui ultranazionalismi e le cui battaglie animaliste, portate avanti con ferocia ineguagliabile, ne hanno plasmato l'immagine pubblica negli ultimi decenni. Una vita, la sua, trascorsa lontano dai set e dal clamore mondano, in quella Saint-Tropez che è stata sia rifugio sia palcoscenico di una ritirata volontaria ma mai passiva, come dimostra la stessa creazione della fondazione nel lontano 1986, divenuta il principale beneficiario delle sue ultime volontà.
Le ombre sull'ultimo capitolo di una leggenda
Mentre il procedimento per la successione si avvia a occupare le aule dei tribunali, restano dunque le rivelazioni del marito a tracciare il quadro degli ultimi giorni. La malattia, tenuta lontano dai riflettori con quella riservatezza che aveva sempre caratterizzato la sua vita privata, ne segnò il conclusivo periodo in quella casa affacciata sul Mediterraneo. Un epilogo che, al di là delle dispute patrimoniali che ne sono seguite, chiude il capitolo di un'esistenza spesa senza mezze misure, tra la luce accecante della celebrità giovanile e le ombre più solitarie e combattive della maturità.




