Polizze catastrofali obbligatorie, si riducono le proroghe per le piccole imprese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’introduzione dell’assicurazione obbligatoria contro i rischi di catastrofe naturale, meglio nota come CAT-NAT, segna un cambio di paradigma significativo nella gestione del rischio d’impresa in Italia, spostando parte dell’onere finanziario dai fondi statali verso il mercato privato. Strumento non più meramente formale, la polizza viene così a configurarsi come una vera e propria leva strategica, capace, se ben inquadrata, di rafforzare gli assetti organizzativi e di rendere più agevole l’accesso al credito per quelle aziende che la adottano con consapevolezza.

Una gestione comunicativa confusa e l’annuncio delle proroghe

Il percorso di attuazione dell’obbligo, tuttavia, non è stato esente da intoppi e ambiguità, soprattutto nella fase di definizione dei termini per le micro e piccole imprese. Una sequela di voci, spesso contrastanti, e di smentite ufficiali ha creato un clima di incertezza, alimentato da un comunicato governativo che, in un primo momento, sembrava estendere indiscriminatamente i tempi di adeguamento a tutto il vasto universo delle realtà più piccole, nessuna esclusa.

Il rettifico del decreto Milleproroghe e le nuove scadenze

Con l’ultima versione del decreto Milleproroghe, il Governo ha operato una netta rettifica, comprimendo in modo sostanziale le finestre temporali originariamente circolate. La proroga è stata infatti circoscritta e rivista, anticipando al 31 marzo 2026 – anziché al dicembre dello stesso anno – il termine ultimo per alcune specifiche categorie di attività. A beneficiare di questa ulteriore, seppur ridotta, finestra sono gli operatori del settore turistico-ricettivo, quelli della somministrazione di alimenti e bevande e le imprese operanti nei comparti della pesca e dell’acquacoltura.

La scadenza imminente e il rischio della non conformità

Per tutte le altre imprese, invece, il termine del 31 dicembre di quest’anno rimane un appuntamento cogente, dopo che le aziende di dimensioni maggiori hanno già ottemperato al vincolo. La mancata sottoscrizione della copertura, oltre a costituire una violazione normativa, espone le aziende a rischi finanziari diretti in caso di eventi calamitosi, privandole del trasferimento del rischio verso le compagnie assicurative che la legge intende promuovere, nel quadro di una più ampia cultura della prevenzione.

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