Ue-Mercosur, l'accordo di libero scambio e le preoccupazioni degli agricoltori
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Redazione Esteri
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Dopo 25 anni di negoziati, l'Unione europea e il Mercosur, l'associazione regionale che riunisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (con il Venezuela membro sospeso), hanno finalmente concluso un accordo di libero scambio. Questo accordo mira a eliminare, in tutto o in parte, le reciproche barriere commerciali, aprendo così nuove opportunità per l'import/export tra i due blocchi. Tuttavia, non mancano le preoccupazioni, soprattutto nel settore agroalimentare europeo, che teme l'arrivo di prodotti con standard di sicurezza e qualità inferiori a quelli europei.
In particolare, i produttori di riso della provincia di Oristano, che traina il settore risicolo sardo con circa 240.000 quintali di prodotto all'anno, esprimono forte preoccupazione per la concorrenza proveniente dal Sudamerica e dalla Thailandia. Essi chiedono al Governo e all'Unione europea di tutelare l'agricoltura sarda, garantendo concorrenzialità sul mercato. La Coldiretti, l'associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana, si è dichiarata contraria allo stanziamento di fondi europei per i Paesi del Mercosur, ritenendo che ciò rappresenti un ulteriore danno per la filiera agroalimentare europea.
Nonostante le critiche, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato un fondo europeo di 1,8 miliardi di euro per facilitare la transizione verde e digitale dei Paesi del Mercosur. Questo annuncio ha suscitato ulteriori polemiche, soprattutto in Francia e Germania, dove le tensioni politiche interne e le difficoltà economiche hanno alimentato il dibattito sull'opportunità di un tale accordo.
Il 6 dicembre, Ursula von der Leyen è volata in Uruguay per sottoscrivere l'intesa con i Paesi del Mercosur, con l'obiettivo di creare un nuovo spazio di libero scambio tra l'Unione europea e il Sud America




