Trump e Putin si incontrano in Alaska: vertice cruciale per l’Ucraina e gli equilibri globali
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Redazione Esteri
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Mentre l’estate entra nel suo culmine con il Ferragosto, gli occhi del mondo non sono puntati sulle spiagge affollate, ma su Anchorage, in Alaska, dove domani alle 21.30 ora italiana si aprirà il vertice tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin. Un faccia a faccia che, al di là dei protocolli diplomatici, potrebbe segnare una svolta nel conflitto ucraino e ridisegnare gli assetti internazionali, con ripercussioni dirette sull’Europa.
L’incontro, annunciato da Mosca attraverso il consigliere presidenziale Yuri Ushakov, prevede inizialmente un colloquio riservato tra i due capi di Stato, seguito da un’estensione dei lavori alle rispettive delegazioni. Non è escluso che al termine venga organizzata una conferenza stampa congiunta, sebbene nessuna agenda ufficiale sia stata ancora diffusa. Quello che è certo, però, è il tono conciliante con cui Putin ha anticipato il summit, definendo “vigorosi e sinceri” gli sforzi americani per cercare una soluzione alla guerra in Ucraina.
Le parole del presidente russo, pronunciate nel corso di un incontro preparatorio, lasciano intravedere margini di trattativa non solo sul dossier ucraino, ma anche su altri fronti, come la possibile revisione del trattato START per la riduzione delle armi strategiche. Un segnale che, seppur cautamente ottimista, dimostra come Mosca sia disposta a valutare accordi finora considerati impraticabili.
Dall’altra parte, Trump – che non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito – dovrà bilanciare la pressione degli alleati europei, preoccupati da un’eventuale distensione a scapito di Kiev, con la volontà di consolidare il proprio ruolo di mediatore globale. L’Alaska, scelta come sede neutrale e lontana dai riflettori, sembra simboleggiare la necessità di un dialogo franco, lontano dalle ritualità delle capitali tradizionali.




