The Last of Us Parte 2 Remastered e il dibattito sui remake
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il director di "The Last of Us Parte 2 Remastered", Matthew Gallant, ha recentemente condiviso le sue riflessioni sulla questione dei remake e remaster. Gallant ha espresso la sua incomprensione riguardo alle polemiche che queste operazioni tendono a scatenare tra i giocatori, come visto in particolare proprio con la serie di Naughty Dog.
Il punto di vista di Gallant
In un'intervista rilasciata a VGC, Gallant ha sottolineato che esiste sicuramente un pubblico a cui questa tipologia di titoli è rivolta. Secondo lui, i remake e i remaster rappresentano il "modo migliore" in cui giocare a certi giochi usciti in precedenza.
Remake e remaster: una tendenza in crescita
Da molti anni, una delle tendenze dei grandi editori è quella di lavorare su remake e remaster. Questi prodotti, che riportano sul mercato un gioco "vecchio" su una piattaforma diversa da quella originale, sono diventati sempre più comuni nelle ultime generazioni. Tuttavia, questa tendenza ha spinto molti giocatori a esserne infastiditi.
L'esperienza di Gallant con Naughty Dog
Matthew Gallant ha una lunga storia con Naughty Dog, avendo lavorato per più di dieci anni con la compagnia. Si è occupato del combattimento di "Uncharted 4", di quello degli infetti in "The Last of Us" e ha contribuito anche allo sviluppo della IA. Dopo aver curato la versione remastered della prima avventura di Ellie e Joel, si è ritrovato a fare lo stesso con "The Last of Us Parte 2 Remastered" per PlayStation 5.
L'importanza dell'accessibilità
"The Last of Us Parte 2 Remastered" si distingue per le sue opzioni legate all'accessibilità, un aspetto in cui Gallant ha avuto un ruolo fondamentale. Questo impegno per l'accessibilità è stato apprezzato da molti giocatori, rendendo l'esperienza di gioco più inclusiva per tutti.




