Italia-Norvegia, Dimarco: "Impossibile ribaltare la classifica. A fine anno ho sofferto, ora felice per la fiducia"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Federico Dimarco, alla vigilia dell'ultimo atto delle qualificazioni mondiali, dipinge una cornice di realismo e di ambizione, consapevole che la sfida di San Siro contro la Norvegia, seppur decisiva sul piano del prestigio, lo è assai meno per le sorti del girone. La necessità di vincere con nove reti di scarto, un'impresa che lui stesso definisce "impossibile", consegna all'Italia un secondo posto pressoché maturo, un esito che non offusca, tuttavia, la volontà della squadra di chiudere con un successo il proprio cammino e di dimostrare i progressi compiuti. "Con la Norvegia è impossibile ribaltarla", ha affermato il calciatore in conferenza stampa, tagliando corto su ogni velleità matematica e spostando l'attenzione sul valore intrinseco della partita, un test per una nazionale che, dopo le sofferenze patite, desidera mostrare un volto diverso.
Il percorso di rinascita e il peso dei precedenti
Le parole di Dimarco, che ha toccato anche temi personali come il difficile periodo trascorso alla fine dello scorso anno, rivelano un giocatore rinvigorito dalla fiducia ricevuta, un sentimento che attribuisce apertamente all'allenatore e a Gattuso. "Alla fine dell'anno scorso ho sofferto: sono felice della fiducia di Chivu e Gattuso", ha dichiarato, offrendo uno spaccato della sua ripresa umana e atletica. Questo rinnovato equilibrio personale si intreccia con il percorso collettivo della squadra, che, come ha sottolineato, "non siamo quelli dell'andata", alludendo alla sconfitta per 3-0 subita a Oslo che, in un certo senso, ha condizionato l'intero girone di qualificazione. Quella partita, definita senza mezzi termini "brutta", rappresenta un punto di partenza negativo dal quale la squadra sta cercando di risalire, lavorando con il nuovo commissario tecnico su un progetto che punta alla cura dei dettagli nonostante il poco tempo a disposizione.
Una sfida storica per chiudere il girone
Il confronto con la Norvegia, che storicamente conta diciassette precedenti a partire dalle Olimpiadi del 1920, si arricchisce dunque di un significato particolare, diventando il banco di prova per una formazione che ambisce alla settima vittoria consecutiva. L'assenza di una vittoria azzurra contro gli scandinavi dal lontano 2015 aggiunge un ulteriore elemento di motivazione, trasformando l'incontro in un'occasione per interrompere una striscia negativa e per consolidare un feeling positivo con i tifosi, in un impianto come San Siro che storicamente amplifica le emozioni. Dimarco, nel suo intervento, ha voluto comunque riconoscere i meriti dell'avversario, definendolo "forte" e ricordando come la qualificazione ai Mondiali rimanga un obiettivo non negoziabile per il calcio italiano, al di là dell'esito di questa specifica partita.
L'eredità dell'andata e le prospettive del gruppo
Il risultato dell'andata, che ha visto la Norvegia imporsi con un netto 3-0, pesa ancora nell'analisi del calciatore, il quale ammette come quella sconfitta iniziale abbia, di fatto, "condannato" il percorso della squadra nel girone. Tuttavia, da quella delusione è nata una presa di coscienza, un desiderio di riscatto che si è tradotto in un lavoro di gruppo più coeso e in un clima sereno all'interno dello spogliatoio, elementi che Dimarco ha indicato come fondamentali per il miglioramento espresso in queste ultime partite. L'impossibilità di agguantare il primo posto, ormai palese a tutti, non intacca la determinazione a "farli ricredere", a dimostrare sul campo l'evoluzione di una squadra che, nonostante tutto, guarda con fiducia al futuro e al proprio processo di crescita.




