Italia-Norvegia, Gattuso cerca risposte a San Siro tra i dubbi in difesa e il lancio di Frattesi
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Redazione Sport
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L’Italia, che ritrova il profumo di una qualificazione mondiale dopo il successo in Moldavia, si appresta a vivere una serata decisiva, la cui posta in palio – il primato nel girone – non potrebbe essere più alta. A San Siro, tempio del calcio che domenica ospiterà sessantamila spettatori, gli azzurri affronteranno infatti la Norvegia di Haaland, attuale capolista del gruppo, in un confronto che Gennaro Gattuso, il cui sonno è stato più agitato del solito nella notte milanese, ha vissuto con la consueta intensità, lontano dai riflettori di Milanello. Una partita che, come ebbe a dire il ct avversario Stale Solbakken, non sarà “un allenamento”, bensì una sfida autentica contro una squadra che, pur non avendo ancora pianificato festeggiamenti, vede ormai all’orizzonte il traguardo del Mondiale.
Il puzzle difensivo e la "vecchietta" di Mancini
Mentre l’attacco norvegese, che poggia sul faro del proprio bomber, rappresenta la minaccia più temibile, Gattuso è chiamato a risolvere alcuni enmi tattici, soprattutto in difesa, dove la scelta più delicata riguarda il centrale di destra. Gianluca Mancini, il quale ha accusato quella che il tecnico ha definito con un eufemismo una “vecchietta”, ovvero un fastidio fisico di lieve entità, rimane il favorito per il posto, sopravanzando l’alternativa rappresentata da Buongiorno. A completare il reparto, che avrà Donnarumma tra i pali, dovrebbero essere Di Lorenzo e Bastoni, ai quali sarà affidato il compito di contenere le incursioni degli uomini di Solbakken, i quali, come ha tenuto a precisare il loro commissario tecnico, non hanno “esperienza di nove gol subiti” e sono determinati a chiudere il discorso qualificazione.
Il palcoscenico di Frattesi e il ritorno all'Inter
In mezzo al campo, invece, una delle note più attese è il ritorno da titolare di Davide Frattesi, la cui presenza dall’inizio è stata annunciata dallo stesso ct. Per il centrocampista dell’Inter, la cui soddisfazione è palpabile, questa partita rappresenta un’occasione preziosa per riconquistare quella fiducia che, nel recente periodo, nel club meneghino si era un po’ appannata. San Siro, lo stadio che di recente non gli ha riservato grandi soddisfazioni, può dunque trasformarsi nel trampolino di lancio ideale per un rilancio, permettendogli di mostrare il suo valore in una cornice di altissimo livello e di rientrare nelle gerarchie della sua squadra con rinnovato slancio, anche in vista degli impegni futuri.
Il peso di una nazione e il confronto con le istituzioni
Oltre al mero risultato sportivo, che vale l’accesso diretto o la via più impervia dei play-off, sulla panchina azzurra grava il peso di un intero movimento calcistico, il quale, non qualificatosi alla fase finale di un Mondiale dal 2014, vive questo appuntamento con un’ansia che travalica i confini del campo. Gattuso, il quale si trova a dover rispondere non solo alle aspettative dei tifosi ma anche alle critiche che provengono dalle stesse istituzioni, incarna una speranza di riscatto, la cui ricerca passa inevitabilmente attraverso una prestazione di carattere e qualità contro una formazione norvegese che, pur non facendo festa in anticipo, è consapevole di essere a un passo dall’obiettivo.




