Italia-Norvegia, Dimarco: "Squadra forte". Gattuso ci ha ridato l'azzurro
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Redazione Sport
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Alla vigilia della decisiva sfida di San Siro, Federico Dimarco, l’esterno dell’Inter che sotto la guida del commissario tecnico Gattuso è diventato un punto fermo della nazionale, ha tracciato le coordinate di una partita che, sebbene si giochi a novembre, ha il sapore di un’anticipazione di una possibile finale. «Dovremo fare una grande partita, loro sono una squadra forte», ha dichiarato a SkySport, senza nascondere il rispetto per una Norvegia che, pur non essendo più la compagine di un tempo, può contare su elementi di assoluto livello internazionale. Dimarco, la cui crescita tecnica e caratteriale è sotto gli occhi di tutti, ha poi toccato il delicato tema della qualificazione, un percorso che, nonostante una sola sconfitta, riserva ancora insidie. «Non facciamo noi le regole», ha aggiunto con pragmatismo, sottolineando come «il girone è questo, basta un passo falso e rischi di andare agli spareggi», in un meccanismo che nulla concede alla tranquillità e che costringe a mantenere la massima concentrazione fino all’ultimo minuto dell’ultima gara.
Il puzzle tattico di Gattuso
Mentre l’Italia si prepara ad affrontare gli scandinavi, capolista del girone, nella serata di domenica, l’attenzione si sposta sulle scelte tecniche che dovranno garantire solidità e pericolosità. Gattuso, che ha ereditato una squadra bisognosa di ritrovare un’identità precisa, sta lavorando per comporre l’undici ideale, il quale dovrebbe vedere Gianluigi Donnarumma confermato tra i pali. In difesa, ai lati, sono attesi Giovanni Di Lorenzo e Alessandro Bastoni, mentre per il posto di centrale, accanto a quest’ultimo, è Gianluca Mancini ad essere favorito nonostante un leggero affaticamento, definito con la consueta ironia dal ct una “vecchietta”, un intoppo che non sembra però pregiudicarne la presenza dall’inizio.
La rivincita di Frattesi in azzurro
Proprio in mezzo al campo, l’incontro con la Norvegia potrà rappresentare una significativa opportunità di riscatto per Davide Frattesi, a cui Gattuso ha garantito la fiducia di partire titolare. Per il centrocampista dell’Inter, il cui spazio nel club di Milano si è recentemente ridotto, indossare la maglia della nazionale assume un doppio significato: da un lato servire la causa azzurra in una partita fondamentale, dall’altro ritrovare quel ritmo e quella visibilità che a San Siro, nelle ultime usate con i colori nerazzurri, gli sono mancati. L’impegno con la selezione diventa così un trampolino di lancio ideale per riconquistare quella fiducia che, in un campionato fitto di impegni, è merce rara e preziosa.
Le considerazioni dall’altra parte
Dalla parte norvegese, il ct Ståle Solbakken ha espresso la sua opinione sul sistema di qualificazione e sulla situazione del girone, mostrando di comprendere le perplessità sollevate da Gattuso riguardo al criterio della differenza reti generale. «Le regole sono queste dall'inizio», ha affermato, riconoscendo la legittimità del punto di vista avversario ma anche la natura imprevedibile di un percorso dove ogni match può riservare sorprese. Pur senza addentrarsi in sterili polemiche, Solbakken ha lasciato intendere che, nonostante le difficoltà, è convinto che l’Italia, per la sua storia e il suo valore, riuscirà comunque a centrare l’obiettivo Mondiale.




