Italia-Norvegia, Gattuso scommette sul 3-5-2 e sui nerazzurri per l'ultima chiamata
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Redazione Sport
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La partita che si disputerà a San Siro, più che un'ultima flebile speranza per la qualificazione diretta, rappresenta una questione di orgoglio e un banco di prova fondamentale in vista dei playoff mondiali. L'impresa di ribaltare nove gol di scarto, cifra che rende la qualificazione matematica un'ipotesi confinata nel regno dell'irreale, non offusca l'importanza della sfida, che il commissario tecnico Gattuso affronta operando una rivoluzione tattica e di uomini. Dopo la vittoria contro la Moldavia, infatti, la squadra si presenta con un'impronta profondamente rinnovata, nella quale si staglia, in controluce, l'ombra dell'Inter.
La rivoluzione tattica e il blocco interista
Gattuso, il cui approccio è spesso pragmatico, ha deciso di cambiare registro abbandonando il modulo utilizzato in precedenza per schierare la squadra con il 3-5-2, una scelta che punta a consolidare il centrocampo e a sfruttare le caratteristiche dei giocatori a sua disposizione. A questo cambiamento di forma, si accompagna un ricambio massiccio di giocatori, con dieci o undici novità rispetto all'undici che era sceso in campo nell'ultima gara. La scelta più significativa, tuttavia, risiede nel dare piena fiducia al blocco proveniente dall'Inter, con Alessandro Bastoni, Nicolò Barella, Federico Dimarco, Davide Frattesi e Francesco Pio Esposito che sono tutti destinati a partire titolari dall'inizio, un fatto che conferisce una fisionomia inedita e precisa alla formazione azzurra.
Il contesto e le parole del commissario tecnico
Il match contro la Norvegia, che chiude il girone di qualificazione, si gioca quindi all'insegna di un duplice obiettivo: provare a riscattare la sconfitta per 3-0 subita all'andata e testare solidità e meccanismi in vista della lunga trafila degli spareggi. Gattuso, parlando alla vigilia dell'incontro, ha definito questa una "tappa importante del percorso", concentrandosi sulla gestione dei mesi che separano dalla prossima sfida cruciale. "Dobbiamo capire come 'toccare' i nostri giocatori in questi tre mesi, perché saranno lunghi", ha affermato, sottolineando la necessità di una programmazione meticolosa per arrivare preparati all'appuntamento. Sul fronte dei singoli, ha spiegato l'assenza di Calafiori, il quale ha lasciato il ritiro per una scelta di correttezza istituzionale verso la sua società, mentre su Pio Esposito ha voluto smorzare qualsiasi tipo di aspettativa eccessiva.
Lo scenario futuro e il valore della sfida
Con la Norvegia, capolista a punteggio pieno e trascinata dalle reti del suo fuoriclasse, ormai irraggiungibile, l'attenzione si sposta inevitabilmente sul futuro prossimo e sulla concretezza dei playoff. L'Italia, sebbene privata del miraggio del primo posto, ha l'opportunità di lanciare un messaggio di reazione e di costruire, partendo proprio dal rendimento contro una delle squadre più forti del continente, quelle certezze che nei mesi a venire saranno essenziali. La partita, al di là di ogni calcolo aritmetico, diventa così un esame di maturità per un gruppo in evoluzione, chiamato a dimostrare di aver assimilato le lezioni di un girone non facile e di saper guardare avanti con la giusta determinazione.




