Luci negli ospedali italiani per Gaza: solidarietà e richiesta di cessate il fuoco

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Una scia di luci, dalle fiaccole alle candele fino alle lampade degli smartphone, ha attraversato la notte italiana di giovedì, accendendosi davanti agli ingressi di oltre un centinaio di presidi ospedalieri. L’iniziativa, battezzata “Luci sulla Palestina. 100 ospedali per Gaza”, è stata promossa dalla rete #DigiunoGaza e ha raccolto l’adesione, oltre che di un numero di strutture superiore alle previsioni, di numerose Asl, sigle sindacali, associazioni e ordini professionali.

Un gesto per la solidarietà e la pace

L’obiettivo dichiarato era duplice: esprimere un concreto gesto di solidarietà verso la popolazione palestinese, stremata da un conflitto di lunga durata, e ribadire con forza la richiesta di una cessazione immediata delle ostilità. Il tutto per non dimenticare il pesantissimo tributo pagato dal personale sanitario locale, dove si contano, secondo gli organizzatori, 1.677 operatori uccisi, e l’ingente numero di vittime palestinesi.

La mobilitazione in Trentino

Anche il Trentino, nonostante la posizione ufficiale dell’Azienda sanitaria che ha scelto di non aderire formalmente, ha visto convergere i propri sanitari e molti cittadini davanti agli ospedali di Trento, Borgo, Rovereto e Arco. Medici, infermieri, personale non sanitario e cittadini si sono radunati alle ventuno, rispondendo all’appello di portare con sé fonti di luce per simboleggiare un’attenzione che non si spegne.

La fiaccolata digitale "Lights for Gaza"

Parallelamente alla mobilitazione fisica, ha preso piede con successo una fiaccolata completamente digitale, ideata da un creativo di Pozzuoli. La campagna “Lights for Gaza”, concepita per aggregare consensi attraverso un semplice click, è rapidamente diventata virale, raccogliendo adesioni da ogni angolo del globo, dagli Stati Uniti al Giappone.

Un atto politico e umanitario

A Verbania, così come in oltre duecentoventi città della Penisola, il flash mob si è tenuto puntuale all’ingresso principale dell’ospedale Castelli. L’invito era quello di illuminare simbolicamente la notte di Gaza. Quella di ieri sera non è stata una semplice commemorazione, ma un atto politico e umanitario preciso, che ha unito voci diverse del settore sanitario nazionale.

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