Napoli e Roma, un pareggio che non cambia le gerarchie ma accende la corsa Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte del Maradona si chiude con il risultato di 2-2, un'alternanza di emozioni che regala un punto ciascuna a Napoli e Roma ma che, per come si era messa, per i giallorossi ha il sapore amaro di un'occasione mancata. Eppure, analizzando la partita di ieri sera, la venticinquesima giornata di questo campionato 2025-2026, ci si accorge di quanto il pari, in fondo, fotografi fedelmente il momento di due squadre che, pur rincorrendo obiettivi diversi, sono accomunate da una certa dose di resilienza.

Gli uomini di Antonio Conte, reduci da una settimana complicata e con l'ombra di una classifica che vede l'Inter di Simone Inzaghi volare a +11, sono andati sotto per due volte. Prima con il sinistro di Donyell Malen al settimo, un avvio di match che aveva gelato i cinquanta e più del Maradona, e poi ancora con il olandese dal dischetto al settantunesimo. In entrambi i casi, però, il Napoli ha trovato la forza di reagire, aggrappandosi ai suoi esterni: nel primo tempo ci ha pensato Leonardo Spinazzola, con un tiro deviato che ha spiazzato Svilar, mentre nel finale, quando il tempo sembrava scaduto, è spuntato Alisson Santos, l'ultimo dei brasiliani arrivati in riva al golfo, a trasformare in oro un pallone vagante nell'area piccola. Una doppia rimonta che sa di carattere, e che probabilmente spiega le parole a caldo dello stesso Conte, il quale, pur parlando di una partita "all'inglese" per intensità e fisicità, ha preferito sottolineare l'attaccamento alla maglia dei suoi, un aspetto, quello della dedizione, che in una piazza esigente come Napoli non passa mai inosservato -6.

Sull'altra sponda, quella capitolina, la sensazione di avere gettato al vento due punti pesanti è giustificata dalla prestazione. La Roma di Claudio Ranieri ha disputato una gara ordinata, cinica nel capitalizzare le occasioni con Malen, autentico protagonista della serata con una doppietta che lo consacra come l'arma in più in questo scorcio di stagione -2-9. Eppure, non è bastato. Il gol subito a pochi minuti dalla fine, proprio quando la partita sembrava incanalata sui binari giusti, riapre ferite e lascia in bocca un retrogusto di incompletezza. Perché vincere al Maradona, contro la squadra campione d'Italia in carica, avrebbe significato un sorpasso morale e classifica prima della volata finale per la Champions League. Invece, il ko della Juventus, che tiene il Milan a debita distanza, attutisce il colpo, ma non cancella la preoccupazione per questi black-out improvvisi.

La classifica e il peso specifico di un punto

Al di là delle sensazioni, il dato freddo della classifica parla chiaro. Con questo pareggio, il Napoli consolida il terzo posto con cinquanta punti, mantenendo invariato il distacco dalla vetta, ormai forse incolmabile, e tenendo a bada proprio l'assalto della Roma, che resta quarta a quota quarantasette -2. Un punto, dunque, che per i partenopei assume un valore quasi morale, quello di aver scongiurato la sconfitta in una serata storta, mentre per i laziali rappresenta pur sempre un allungo sul quinto posto, occupato dalla Juventus, permettendo loro di guardare con fiducia al prosieguo.

Lo spettacolo offerto in campo è stato comunque di livello, con due squadre che hanno provato a giocare a viso aperto. Se Malen è stato una spina nel fianco costante per la difesa azzurra, dall'altra parte la mossa di Conte di affidarsi ancora una volta alla freschezza di Spinazzola e alla vena realizzativa di Alisson Santos ha pagato. Due luci in fondo al tunnel di Fuorigrotta, insomma, che riaccendono l'entusiasmo di una piazza che, nonostante le difficoltà e qualche malumore latente per gli infortuni misteriosi e certi acquisti poco felici, continua a sognare l'Europa che conta, anche senza lo scudetto.

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