Triennale Milano, Michele De Lucchi nominato direttore creativo: le linee strategiche 2026-2030

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A poco più di un mese dalla nomina del nuovo presidente, Vincenzo Trione, Triennale Milano ha svelato le linee strategiche che guideranno l'istituzione fino al 2030. La novità più rilevante riguarda l'introduzione, per la prima volta nella storia dell'ente, della carica di direttore creativo, affidata all'architetto e designer Michele De Lucchi.

L'annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa, tenutasi il 14 luglio, durante la quale Trione e la direttrice generale Carla Morogallo, riconfermata nel suo incarico, hanno delineato un programma ambizioso che punta a rafforzare il ruolo internazionale dell'istituzione culturale milanese. Oltre al nuovo ruolo, De Lucchi guiderà anche il Museo del Design Italiano, segnando un cambio di passo significativo rispetto alla precedente gestione di Stefano Boeri.

Un'infrastruttura culturale per la contemporaneità

Il progetto del nuovo corso, come spiegato da Trione, si ispira all'architettura del Palazzo dell'Arte di Giovanni Muzio, capace di coniugare razionalità e varietà. La visione è quella di trasformare Triennale in un'«infrastruttura culturale», un luogo in cui architettura, design, arte, fotografia, moda, cinema, teatro e musica possano dialogare e ibridarsi.

Trione ha sottolineato come l'obiettivo non sia solo quello di produrre mostre, ma di fare dell'istituzione «una macchina del pensiero critico», capace di porsi domande decisive sul presente. Ogni anno, quindi, la programmazione sarà guidata da una domanda centrale, attorno alla quale verranno sviluppate esposizioni, attività di ricerca e incontri pubblici.

Tra le iniziative per coinvolgere il pubblico e stimolare il dibattito, il Public Program si arricchirà delle "Lezioni milanesi", ciclo di conferenze affidate a figure di spicco del panorama culturale internazionale.

Il ruolo chiave di Michele De Lucchi e il Museo del Design

Michele De Lucchi, accettando l'incarico, ha dichiarato la volontà di trasformare Triennale in «un laboratorio di vitalità» e di lavorare sul concetto di «sostenibilità dell'immaginario collettivo». Nel suo intervento, l'architetto ha delineato una nuova accezione del design, inteso non più solo come disciplina legata alla produzione industriale, ma come strumento per affrontare le grandi contraddizioni del presente, costruendo ponti tra passato e futuro, tra dimensione fisica e digitale, tra umano e tecnologia.

In questa prospettiva, il Museo del Design Italiano, sotto la sua guida, non si limiterà a esporre oggetti, ma si propone di raccontare la storia delle idee, dei processi progettuali e dei contesti culturali che hanno reso unico il design italiano, con un'attenzione particolare al ruolo degli imprenditori, architetti e artigiani. Sono previsti, in tal senso, un ampliamento delle collezioni attraverso nuove acquisizioni e un rinnovato allestimento museale.

Un nuovo assetto curatoriale e la rete di consulenti

A supportare il nuovo corso è stato costituito un rinnovato comitato scientifico. Oltre a Michele De Lucchi per il design, ne fanno parte Manuela Lucà-Dazio, già direttrice esecutiva del Pritzker Architecture Prize, per l'architettura, e Andrea Viliani per l'arte contemporanea. A loro si affianca una rete di consulenti scientifici per le diverse discipline. Per rafforzare la presenza del cinema in Triennale, è stato coinvolto il critico Paolo Mereghetti; confermati Carlo Antonelli per la musica e Luca Stoppini per la moda.

Chiara Spangaro coordinerà scientificamente l'Archivio di Triennale, mentre Umberto Angelini resta alla direzione artistica del Teatro, Damiano Gullì sarà responsabile del public program e delle attività editoriali, Marco Sammicheli del Design Week Exhibition Program e Luca Cipelletti direttore architettonico del Palazzo dell'Arte.

Formazione, ricerca e sostenibilità economica

Un altro pilastro del programma quadriennale è la creazione di una scuola di alta formazione, con l'attivazione di un programma di dottorato di ricerca (Triennale PhD Program) in collaborazione con università italiane e internazionali, oltre a percorsi specialistici dedicati alla curatela, agli allestimenti e alla comunicazione culturale.

Il Centro Studi, presieduto dallo stesso Trione, avrà un ruolo centrale nel definire i temi della programmazione annuale e della prossima Esposizione Internazionale del 2028, supportato da un Advisory Board composto da personalità come Melania Mazzucco, Franco Farinelli e Carlo Rovelli.

Sul fronte economico, la direttrice Carla Morogallo ha confermato la solidità dell'istituzione, con un bilancio 2025 chiuso a 20 milioni di euro (per il 57% da fonti private) e l'obiettivo di diversificare ulteriormente le forme di sostegno, con lo studio di un Board of Trustees sul modello dei grandi musei internazionali.

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