Dior, Jonathan Anderson nominato direttore creativo unico: è la prima volta

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notizia, ormai nell’aria da settimane, ha trovato oggi la sua conferma ufficiale: Jonathan Anderson, già direttore artistico della linea uomo di Dior dall’aprile scorso, assumerà anche la guida delle collezioni donna, diventando così il primo stilista nella storia della maison a dirigere entrambe le divisioni. Un passaggio epocale per il secondo marchio più importante del gruppo LVMH, che chiude un’era – quella di Maria Grazia Chiuri, la cui uscita era stata annunciata pochi giorni fa – e ne apre un’altra, affidata a una figura che da tempo dimostra di saper coniugare innovazione e rispetto per il patrimonio della moda.

«Abbiamo scritto un capitolo straordinario», aveva dichiarato Chiuri nel saluto alla maison, dopo otto anni in cui ha impresso al brand un’impronta femminista, tra slogan ricamati e riferimenti alla storia dell’emancipazione. Anderson, dal canto suo, non è nuovo a sfide ambiziose: nordirlandese, 40 anni, fondatore del brand JW Anderson e direttore creativo di Loewe dal 2013, ha sempre dimostrato una capacità rara di muoversi tra minimalismo e sperimentazione, senza mai perdere di vista l’eleganza.

La sua nomina completa a Dior non sorprende chi lo conosce bene. Già ad aprile, quando era stato scelto per la linea uomo, molti avevano intravisto in quel movimento un primo passo verso un ruolo più ampio. Del resto, la maison francese ha sempre preferito figure in grado di unire visione commerciale e creatività pura, e Anderson – che nel 2015 aveva stupito tutti con la sua collaborazione con Uniqlo – rientra perfettamente in questo profilo.

Quella di oggi è una svolta che va oltre la semplice successione. Per la prima volta, Dior affida a una sola persona il controllo totale delle sue collezioni, segnando un cambiamento strutturale nel modo in cui le grandi maison organizzano il loro flusso creativo. Un segnale che potrebbe influenzare anche altre case, sempre più orientate verso una gestione unitaria dell’immagine.

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