Conte punta sull'onda del no al riarmo e prepara una campagna europea
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Redazione Interno
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Giuseppe Conte, dopo la piazza romana che sabato ha riunito migliaia di persone contro il riarmo, guarda già oltre. I vertici del Movimento 5 Stelle sono convinti che la mobilitazione abbia un peso politico rilevante, sia negli equilibri del centrosinistra sia nei confronti dell’esecutivo. «Non è possibile che a Palazzo Chigi non se ne rendano conto», osservano alcuni esponenti, mentre tra gli alleati del cosiddetto campo largo si insinua l’idea che il vero collante sia proprio la posizione pacifista. Un segnale che rilancia il braccio di ferro con il Partito Democratico per la leadership dell’opposizione.
Andrea Orlando, presente alla manifestazione con una delegazione del Pd, ha sottolineato l’importanza di quel corteo: «Quella piazza parla anche al nostro mondo, ci sono volti e storie che abbiamo visto tante volte nelle nostre manifestazioni». Eppure, il partito era diviso sulla partecipazione, un fatto che lo stesso Orlando ha definito urgente da discutere, estendendo la riflessione anche a certa stampa progressista. «L’obiettivo è esasperare le distanze con il M5S o, come fa la destra, provare a tenere insieme le differenze?», ha chiesto.
La protesta, nonostante i numeri, ha faticato a emergere nelle prime pagine dei giornali. I quotidiani del gruppo Gedi, per esempio, hanno relegato la notizia alle pagine interne, mentre i tg hanno dedicato più spazio a episodi marginali che al contenuto politico della mobilitazione. Il Tg2, in particolare, ha preferito concentrarsi su questioni come i dazi piuttosto che sul tema della pace.




