Conte sfida la Nato e chiama i progressisti all’Aia contro il riarmo
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Redazione Interno
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Mentre i leader occidentali si preparano a discutere l’aumento delle spese militari nel prossimo vertice Nato, Giuseppe Conte lancia un appello alle “forze progressiste” europee per opporsi alla corsa al riarmo. Il leader del Movimento Cinque Stelle, che da mesi cerca di ritagliarsi un ruolo da protagonista nel movimento pacifista, ha scritto una lettera aperta invitando i partiti di sinistra a riunirsi il 24 giugno all’Aia, in coincidenza con il summit dell’Alleanza Atlantica. Un’iniziativa che, al di là delle intenzioni dichiarate, rischia di acuire le divisioni nel centrosinistra italiano e di isolare ulteriormente il M5s nello scenario internazionale.
La mossa di Conte, definita da alcuni “una provocazione” e da altri “una necessaria presa di posizione”, arriva in un momento delicato per il Partito Democratico, ancora diviso sulla questione della difesa. Se Elly Schlein cerca di tenere insieme anime diverse, tra chi sostiene l’impegno atlantico e chi vorrebbe un’Europa meno militarizzata, il presidente pentastellato punta a capitalizzare queste fratture. “Siamo di fronte a un bivio storico”, ha scritto nella missiva, sottolineando l’urgenza di una risposta comune delle forze progressiste.
La reazione del Pd non si è fatta attendere. Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, ha accusato Conte di “schierarsi sempre con il nemico”, riferendosi implicitamente alle critiche mosse dal M5s alle politiche occidentali in Ucraina. “Noi stiamo con l’Europa”, ha ribadito l’esponente dem, lasciando intendere che l’iniziativa dell’Aia potrebbe essere percepita come un tentativo di indebolire la coesione atlantica in un momento di crescente tensione globale.
Quello che Conte presenta come un incontro per “costruire un’alternativa di pace” è visto da molti osservatori come un’operazione politica per consolidare la sua leadership in una fetta dello spettro progressista, attratta da posizioni più radicali. La scelta di L’Aia, sede di istituzioni internazionali ma anche simbolo di una certa tradizione pacifista, non è casuale. E mentre Trump, tornato alla Casa Bianca, spinge per un riassetto degli equilibri della Nato, l’ex premier italiano sembra voler giocare una partita che va oltre i confini nazionali.




