Il vertice Nato all’Aia: sudditanza, riarmo e la sfida dell’Eurodome

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’immagine che emerge dal vertice Nato svoltosi all’Aia il 25 giugno scorso è quella di un’alleanza che, pur dichiarandosi unita, si è trasformata in un sistema feudale, con un leader – gli Stati Uniti, guidati da Donald Trump – che impone la sua volontà mentre gli altri membri, come vassalli, accettano senza obiezioni di adeguarsi. Non si era mai visto, in un summit dell’Organizzazione, un tale livello di acquiescenza, con i rappresentanti degli Stati membri – definibili, senza troppi giri di parole, come esecutori più che partner – pronti a ratificare decisioni già prese altrove.

Al centro degli accordi, l’innalzamento della spesa militare al 5% del Pil entro il 2035, una cifra che, sebbene parzialmente destinata a settori collaterali come la cybersicurezza e le infrastrutture, segna un deciso cambio di passo nella politica di difesa occidentale. La Spagna, unico paese a essersi sottratto all’impegno, rappresenta l’eccezione che conferma la regola: il resto dei membri ha accettato senza riserve, nonostante le ricadute economiche e sociali che tale scelta comporterà.

Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica affermando che il governo non intende tagliare fondi a sanità, scuola e welfare per rispettare gli obblighi Nato. "Il resto è demagogia e propaganda", ha dichiarato, senza però spiegare come verranno reperite le risorse necessarie. Un interrogativo che rimane aperto, soprattutto considerando che l’Italia, come altri paesi europei, dovrà bilanciare impegni internazionali e bisogni interni in un contesto economico già fragile.

Carlo Pelanda, analista geopolitico, propone una soluzione alternativa: destinare parte di queste risorse alla creazione di un sistema di difesa missilistica europeo, l’"Eurodome", che ridurrebbe la dipendenza dagli Stati Uniti e ottimizzerebbe gli investimenti. Un’ipotesi affascinante, ma che richiederebbe una coesione tra i paesi Ue finora mai dimostrata, soprattutto in materia di sicurezza comune.

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