Ruffini lascia il ruolo di direttore dell'Agenzia delle Entrate
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Redazione Interno
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Ernesto Maria Ruffini, dopo aver ricoperto il ruolo di direttore dell'Agenzia delle Entrate, ha deciso di dimettersi, accelerando un percorso che molti ritengono lo porterà a un impegno politico attivo. Le voci che lo vedevano pronto a diventare il federatore del campo largo o interessato a costruire una gamba di centro si sono intensificate, alimentate da inviti espliciti da destra e meno espliciti ma presenti anche da sinistra. Ruffini ha scelto di lasciare il suo incarico, una decisione che ha suscitato diverse reazioni nel panorama politico.
Nel centrosinistra, si ipotizza la nascita di una nuova Margherita, un partito di ispirazione cattolica che potrebbe stabilmente affiancarsi ai democratici. La relazione di Elly Schlein all'assemblea del Partito Democratico ha chiarito che nessuno può mettere il PD in un angolo, accogliendo con favore il movimentismo intorno al partito, i convegni dei cattolici e le attenzioni dei cardinali. Tuttavia, la decisione di Ruffini ha riacceso il dibattito sulla necessità di aggregare le forze moderate, con alcuni che cercano un federatore per una galassia politica sfaccettata e conflittuale.
Clemente Mastella, sindaco di Benevento e già parlamentare democristiano di lungo corso, ha espresso il suo parere sulla possibilità che l'attuale sindaco di Milano, Giuseppe Sala, possa guidare il centro, affermando che Sala può fare tutto tranne che il federatore. Mastella ha anche commentato la scelta di Ruffini, rispettandolo ma ritenendo che stia commettendo un errore.
La decisione di Ruffini di lasciare l'Agenzia delle Entrate e le conseguenti manovre politiche al centro rappresentano un momento cruciale per il panorama politico italiano, con molteplici scenari possibili e un futuro ancora incerto.




