Ruffini abbandona la guida dell'Agenzia delle Entrate
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Redazione Interno
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Ernesto Maria Ruffini, direttore dell'Agenzia delle Entrate, ha rassegnato le dimissioni, chiudendo così un periodo caratterizzato da importanti innovazioni nel sistema fiscale italiano. Durante i suoi due mandati, Ruffini ha introdotto la fattura elettronica e ha promosso l'uso degli strumenti digitali a tutti i livelli, rafforzando, ad esempio, la dichiarazione precompilata e migliorando le modalità di comunicazione diretta con i contribuenti.
Le dimissioni, consegnate al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, sono arrivate dopo giorni di polemiche e attacchi seguiti a un intervento di Ruffini a un convegno all'Università Lumsa di Roma. In quell'occasione, organizzata dai cattolici in cerca di una nuova casa politica, Ruffini aveva criticato lo schema delle "nomination da talent show" e aveva delineato una serie di mosse necessarie per quello che aveva definito un "manifesto politico". Tuttavia, le sue parole hanno suscitato reazioni contrastanti, portandolo alla decisione di farsi da parte.
Ruffini, nel commentare le sue dimissioni, ha dichiarato di non voler scendere in campo politico, ma ha rivendicato il diritto di esprimere le proprie opinioni. Ha inoltre criticato duramente il governo, accusandolo di aver additato i funzionari pubblici come "estorsori di un pizzo di Stato". Le sue parole hanno sollevato un dibattito acceso, evidenziando le tensioni esistenti tra l'amministrazione finanziaria e l'esecutivo.
L'era Ruffini all'Agenzia delle Entrate è stata segnata da un forte impulso alla digitalizzazione e all'innovazione, con l'obiettivo di creare un "Fisco 2.0".




