Tragedia a Negrar, esplode una palazzina di tre piani: un morto e tre feriti. Si cercano le cause nello scoppio di una bombola del gas
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Redazione Interno
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Momenti di autentico terrore nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 24 febbraio, hanno sconvolto la frazione di Prun, nel comune di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona, dove una violenta esplosione, il cui boato è stato udito distintamente per diversi chilometri intorno, ha letteralmente polverizzato una palazzina residenziale di tre piani, sviluppata su una struttura che comprendeva anche una zona mansardata, riducendola a un cumulo informe di macerie e detriti. L'intervento immediato dei vigili del fuoco, coordinati dal funzionario di guardia e supportati da squadre operative del comando di Verona con due autopompe, un'autoscale e un carro fari, ha permesso di avviare le complesse operazioni di soccorso in un contesto di grande precarietà e pericolo, dato che la struttura, dopo il collasso, presentava ancora profili di instabilità.
Il recupero dei superstiti e il tragico bilancio delle vittime
Le squadre dei vigili del fuoco, coadiuvate da personale specializzato Usar (Urban Search and Rescue) – ovvero quelle unità specificamente addestrate per operare in contesti di macerie a seguito di crolli o esplosioni – e da unità cinofile, si sono immediatamente attivate per scandagliare i detriti alla ricerca dei residenti, riuscendo nelle fasi iniziali a estrarre vive tre persone, due uomini e una donna, che sono state subito affidate alle cure dei sanitari del Suem 118. I tre feriti, le cui condizioni sono state giudicate per fortuna non gravi dai medici intervenuti con quattro mezzi di soccorso e, stando a quanto si apprende, con il supporto di un elicottero decollato da Trento, sono stati trasportati d'urgenza all'ospedale di Borgo Trento, a Verona, dove ora si trovano ricoverati per gli accertamenti e le cure del caso. Purtroppo, le ricerche del quarto occupante dell'edificio, un uomo di 68 anni, si sono concluse in serata con il ritrovamento del suo senza vita sotto la massa di calcestruzzo e ferro, un epilogo drammatico che ha trasformato una giornata qualunque in una tragedia per l'intera vallata.
L'ipotesi investigativa sulla deflagrazione e i soccorsi
Sul fronte delle indagini, che vedono coinvolti anche i carabinieri per i consueti rilievi e per ricostruire l'esatta dinamica dei fatti, l'ipotesi principale al momento resta quella di un'esplosione accidentale causata da una bombola di gas, forse difettosa o comunque oggetto di una fuga che avrebbe saturato l'ambiente del primo piano, il livello dell'edificio dove la deflagrazione, stando ai primi rilievi, avrebbe avuto origine, innescando il successivo cedimento strutturale dell'intero stabile che è collassato su sé stesso come un castello di carte. Le operazioni di soccorso, che hanno visto impegnate le squadre per ore consecutive in un lavoro certosino e delicato, hanno comportato anche lo sgombero e l'evacuazione delle famiglie residenti nelle palazzine limitrofe, una misura di precauzione resasi necessaria per mettere in sicurezza l'area e permettere ai soccorritori di lavorare con la massima tranquillità, mentre la via Sattarine, la strada dove sorgeva l'edificio, rimane interdetta al transito in attesa di ulteriori accertamenti sulla stabilità dei fabbricati vicini e sulla completa rimozione delle macerie.




