Toro, Baroni: "Non accetto mediocrità, siamo tutti in gioco"
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Redazione Sport
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Riprendere il cammino in campionato, dopo l'amara uscita dalla Coppa Italia, rappresenta per Marco Baroni e per il Torino l'unica strada percorribile per dare un senso a una stagione che, sebbene non allarmante, appare lontana dagli slanci desiderati. Il tecnico granata, nell'incontro con i giornalisti alla vigilia della trasferta di Firenze, ha tracciato senza mezzi termini la rotta da seguire fino a maggio, rigettando qualsiasi alibi o atteggiamento rassegnato. "La classifica non ci piace e la vogliamo migliorare", ha esordito con una franchezza che è anche un monito per l'intero ambiente, a partire da sé stesso, chiamato per primo a creare le condizioni per un netto allontanamento dalle posizioni di bassa classifica. Un obiettivo minimo, cui se ne affiancano altri di più ampio respiro, come la crescita del gruppo e la costruzione di un'identità solida, perseguibili soltanto attraverso un impegno quotidiano e totale.
L'etica del lavoro contro la rassegnazione
Baroni, che nella sua carriera da allenatore ha spesso plasmato squadre dal carattere tenace, ha poi affrontato il tema cruciale della motivazione residua in un campionato i cui giochi per le posizioni chiave sembrano, per il Torino, già definiti. La sua risposta, netta, non ammette zone grigie: "Quando uno si alza e va al lavoro cerca di dare il meglio di sé", ha dichiarato, parafrasando una semplice ed efficace etica del quotidiano. "Io vivo di ambizioni e di rinnovare le sfide: voglio trasferirlo alla squadra e la mediocrità non l'accetto". Un concetto, quest'ultimo, ribadito con forza per chiarire come non vi sia spazio per chi consideri la stagione ormai conclusa, perché il professionismo e l'orgoglio devono essere le uniche bussole, indipendentemente dal contesto.
Il valore degli uomini e il quadro tattico per il Franchi
Nel delineare i contorni della sfida contro la Fiorentina, Baroni ha anche fornito qualche indicazione di merito, soffermandosi su alcuni elementi della rosa. Ha elogiato, ad esempio, l'attaccante Kulenovic, definendolo "un uomo squadra", un giocatore il cui contributo va oltre il mero dato in campo e che incarna lo spirito collettivo che l'allenatore vorrebbe vedere in ogni suo calciatore. Sul fronte delle indisponibilità, invece, la partita al Franchi vedrà l'assenza certa dell'attaccante Simeone, mentre per il difensore Schuurs si prospetta un "taglio", una decisione che sembra più di natura tecnico-tattica che fisica. Scelte che Baroni è chiamato a compiere per trovare la formula giusta in un campo tradizionalmente difficile, come ricordano le statistiche.
I precedenti e la sfida contro un'avversaria storica
I numeri, infatti, raccontano un duello particolarmente equilibrato nella storia della Serie A. La Fiorentina è, storicamente, la squadra contro cui il Torino ha colto il maggior numero di successi in massima categoria, ben cinquanta su centocinquantatré incontri, a fronte di altrettante vittorie viola e cinquantatré pareggi. Un equilibrio di potere che, tuttavia, negli ultimi tempi ha visto i granata in difficoltà a trasformare le prestazioni in tre punti: l'ultimo successo in campionato risale infatti a gennaio 2023, seguito da una striscia di sei gare senza vittorie contro i toscani. Le ultime due partite in campionato sono terminate a reti inviolate, un trend di pareggi che, se prolungato, eguaglierebbe una serie di quattro risultati identici registrata ormai un decennio fa. Elementi che contribuiscono a disegnare un confronto dall'esito tutt'altro che scontato, in cui il Torino di Baroni dovrà dimostrare sul campo di aver fatto proprio il messaggio del proprio allenatore.
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