Vacanze estive sempre più care, quasi metà degli italiani rinuncia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’estate 2025 si conferma una stagione record per i rincari legati al turismo, con aumenti che hanno superato ogni previsione e costretto quasi la metà delle famiglie italiane a rinunciare alle ferie. I dati Istat, elaborati dal Codacons, mostrano un’impennata senza precedenti: a luglio, i voli nazionali hanno registrato un aumento del 35,9% su base annuale, mentre i traghetti hanno segnato un +10,9%. Se si considera che nel 2015 l’indice dei prezzi era fissato a 100, oggi quello relativo ai voli interni ha raggiunto quota 295,7, un balzo che non trova riscontri in altre voci del paniere.

A pesare maggiormente sui bilanci delle famiglie è stato il cosiddetto caro ombrellone, con i pacchetti vacanza nazionali schizzati del 16,1% in un solo mese, il rialzo più marcato dal 2019. Su base annua, l’incremento è del 10,3%, dopo il già pesante +29,9% del 2024. Una dinamica che ha reso il turismo estivo un lusso per molti, tanto che il 49% degli italiani ha scelto di restare a casa. Le cause sono note: stipendi fermi da anni, inflazione stabile ma insidiosa (+1,7%) e rincari concentrati proprio nei settori legati al tempo libero.

Non solo aerei e traghetti: anche villaggi e campeggi hanno fatto registrare aumenti del 15,7%, mentre alberghi e strutture ricettive hanno continuato a gonfiare i listelli nonostante il calo della domanda. Un paradosso, quello dell’offerta sempre più cara a fronte di un potere d’acquisto in erosione, che ha spinto molti operatori del settore a parlare di un “anno nero”. A mitigare parzialmente il quadro, solo il calo del 6,3% dei voli intercontinentali, dovuto alle crisi geopolitiche e al crollo della domanda su alcune rotte.

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