Estate 2025: vacanze più care del 30%, ma 18 milioni di italiani partono lo stesso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’estate del 2025 si conferma una stagione di rincari, con prezzi alle stelle che costringono molti a ripensare i propri piani. Secondo i dati elaborati dal Codacons, rispetto al 2019 – ultimo anno pre-pandemia – le tariffe del settore turistico sono schizzate in alto, toccando picchi del 40,6% per alberghi e pensioni, mentre villaggi e campeggi segnano un +12,7%, e i B&b si attestano su un +22,7%. Non va meglio per chi cerca svago: una giornata in spiaggia o in piscina costa oggi il 32,7% in più, mentre parchi divertimento, musei e persino gli zoo hanno aumentato i listini del 21,4%, 20,5% e 13% rispettivamente.

Nonostante gli aumenti, 18 milioni di italiani si preparano a partire ad agosto, anche se quasi la metà della popolazione – il 49,2%, ovvero oltre 8 milioni di persone – ha rinunciato del tutto alle ferie. Di questi, quasi 6 milioni (il 69%) hanno attribuito la scelta a motivi economici, un dato in crescita rispetto al 54,8% del 2024. Lo rileva un’indagine di Facile.it su un campione rappresentativo, che fotografa un Paese diviso tra chi può ancora permettersi una vacanza e chi, invece, deve accontentarsi.

Tra chi resta, c’è chi ha scelto volontariamente la cosiddetta staycation – termine entrato nei dizionari italiani nel 2016, fusione di stay e vacation –, ovvero un periodo di relax trascorso in casa o con brevi gite locali. Secondo il Behavior Change Report di YouGov, il 25% degli italiani ha optato per questa soluzione, mentre il 58% ha preferito destinazioni italiane, forse per contenere i costi.

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