Italiano e quella “missione impossibile” a Birmingham: “Chiesi di convocare Tom Cruise”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vigilia del ritorno dei quarti di finale di Europa League, per il Bologna, assume i contorni di una sceneggiatura hollywoodiana. Vincenzo Italiano, presentandosi al cospetto dei cronisti prima della trasferta al Villa Park contro l’Aston Villa – lo stesso stadio, lo ricorda, che i rossoblù hanno già avuto modo di esplorare in passato – ha utilizzato una metafora tanto chiara quanto ironica per descrivere l’entità dell’impresa che lo aspetta. “Ho chiesto alla società di convocare Tom Cruise per la nostra Missione Impossibile, ma non c’è stato niente da fare”, ha confessato con un sorriso il tecnico, smorzando la tensione che inevitabilmente grava su una squadra chiamata a ribaltare il 3-1 subito al Dall’Ara sette giorni fa.

Non c’è però solo ironia, nel discorso di Italiano, perché la consapevolezza della difficoltà del compito si mescola a una precisa volontà tattica: quella di rovinare la serenità degli inglesi. “Più che perfezione – ha spiegato l’allenatore – dovremo cercare di complicare la vita al nostro avversario. Non vogliamo fargli passare una serata tranquilla come vorrebbero loro, che possono gestire il vantaggio come meglio credono”. Una dichiarazione che suona come un avvertimento, ma anche come la chiave di volta di una partita in cui il fattore psicologico peserà tanto quanto quello atletico. La sconfitta dell’andata, con quel gol subito nei minuti di recupero, ha lasciato il segno; ciononostante, il 2-0 rifilato al Lecce in campionato ha restituito alla truppa emiliana quella fiducia che servirà per affrontare gli undici di Unai Emery.

L’analisi del tecnico e le scelte di formazione

Entrando nel merito delle scelte, Italiano ha voluto chiarire un punto apparentemente controintuitivo: la rimonta non si costruirà gettando allo sbaraglio una miriade di attaccanti. “Non credo che la chiave per fare tanti gol in questo stadio sia schierare quattro punte”, ha affermato secco, smontando l’ipotesi di un possibile assalto a perdere dal primo minuto. Per il mister, la soluzione risiede piuttosto nei movimenti e nell’equilibrio: un coro, questo, che coinvolge l’intera squadra, dai centrocampisti – dove si giocheranno un posto Moro, Sohm o Ferguson – fino agli esterni offensivi. Tra questi, occhi puntati su Orsolini e Bernardeschi, autori di ottime prestazioni nell’ultimo turno di campionato; solo uno dei due, molto probabilmente, troverà posto nell’undici titolare, mentre l’altro potrebbe rivelarsi l’arma a sorpresa a gara in corso.

A livello di undici di partenza, il dubbio principale è stato sciolto dal diretto interessato in merito alla porta: “Domani Ravaglia parte dall’inizio”, ha confermato Italiano, blindando il giovane estremo difensore nonostante l’ottimo momento di forma degli altri interpreti. Pesa, invece, l’assenza di Lucumì, fermo per squalifica, e il forfait di Dallinga, che non ce l’ha fatta a recuperare. La retroguardia, quindi, sarà riorganizzata con Casale, Heggem o Vitik, mentre il rientro di Lykogiannis offre una valida alternativa sulla corsia mancina.

Il precedente arbitrale e la sfida nel nome della “difesa”

A impreziosire la vigilia, c’è anche un piccolo dettaglio scaramantico che riguarda il direttore di gara. A dirigere Aston Villa-Bologna sarà lo spagnolo José María Sánchez, lo stesso arbitro che Italiano incontrò sulla propria strada nella semifinale di Conference League quando sedeva sulla panchina della Fiorentina. In quella circostanza, nonostante la pressione di uno stadio basileare stracolmo, la sua squadra passò il turno. “Corsi e ricorsi storici? Vedremo…”, si è limitato a commentare il tecnico, senza aggiungere ulteriori dettagli ma lasciando intendere di ricordare bene quella notte.

L’approccio mentale, del resto, è tutto in quella battuta che ha scatenato l’ilarità della sala stampa ma che nasconde una verità tattica profonda. Alla direttiva del collega Emery, che incita i suoi con il celebre “attack, attack, attack”, Italiano ha risposto a modo suo: “Allora io dico defence, defence, defence”. Una boutade, certo, ma che sottolinea come la priorità dei felsinei sia innanzitutto quella di resistere alla furia iniziale dei Villans per poi, solo in un secondo momento, cercare di affondare le ripartenze. La posta in palio è una semifinale europea, e il Bologna, forte delle sette vittorie esterne collezionate nel 2026, non vuole lasciare nulla di intentato pur di allungare la propria corsa.

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