Bologna a Birmingham per la missione impossibile: servono tre gol senza subirne
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Redazione Sport
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Sarebbe servito Tom Cruise, come ha scherzato ieri Vincenzo Italiano in conferenza stampa, per trasformare la rimonta in una missione possibile. E invece, alle 21.00, il Bologna scenderà sul prato del Villa Park senza l’aiuto dell’agente segreto più famoso del cinema, dovendo fare affidamento solo sulle proprie gambe e su un’impresa che i numeri rendono ai limiti dell’assurdo. L’asticella, dopo l’1-3 subito al Dall’Ara, si è alzata fino a toccare quota tre reti di scarto da infliggere agli uomini di Unai Emery, un tecnico, quest’ultimo, che non ha certo l’abitudine di sprecare vantaggi consistenti.
Il peso del 3-1 e la sfida tattica a Villa Park
La squadra felsinea, reduce dalla vittoria interna con il Lecce, arriva a Birmingham con la consapevolezza che l’approccio dovrà essere diametralmente opposto rispetto a una settimana fa. Se all’andata, nonostante la sconfitta, i rossoblù avevano tenuto testa agli inglesi per larghi tratti, concedendo però quelle “disattenzioni” che Italiano ha stigmatizzato, stavolta l’azzardo è d’obbligo. L’allenatore, parlando alla vigilia, ha ribadito il concetto con una battuta che è anche una dichiarazione di intenti: “Se Emery dice attack, io rispondo defence”. Un’affermazione ironica, certo, ma che cela una verità tattica ineludibile: il Bologna, per sperare, deve prima di tutto reggere l’urto iniziale della corazzata inglese per poi, chissà, colpire in ripartenza. Emery, dal canto suo, schiera il suo miglior undici, con Emiliano Martinez tra i pali e un reparto offensivo guidato dal doppiettista dell’andata, Ollie Watkins, affiancato da Morgan Rogers.
Le scelte obbligate di Italiano: Castro e il tridente
Sul fronte opposto, le scelte del tecnico italiano sono dettate più dalle emergenze che da libere valutazioni. L’assenza di Lukasz Skorupski e le squalifiche pesanti (come quella di Jhon Lucumi) hanno costretto Italiano a ridisegnare parte della retroguardia. Nella formazione ufficiale diffusa alla vigilia, il portiere titolare sarà Ravaglia, protetto da una linea a quattro composta da João Mario, Casale, Vitik e Miranda. È a centrocampo, però, che si gioca la partita: il terzetto Ferguson-Freuler-Moro avrà il compito immane di arginare la fisicità di Onana e la qualità di Youri Tielemans, per cercare di alimentare il tridente leggero composto da Bernardeschi, Castro e Rowe. Si tratta di un attacco mobile, privo di un vero centravanti di peso (con Thijs Dallinga out), che punta tutto sulla velocità e sugli inserimenti senza palla per cercare di scardinare la difesa dei Villans.
L’Europa che corre e il parallelo con la Fiorentina
Mentre il Bologna si prepara a questa scalata, l’altra italiana in corsa in Europa, la Fiorentina, si trova ad affrontare una situazione persino più grave al Franchi contro il Crystal Palace (dovendo recuperare un pesante 0-3). Due facce della stessa medaglia europea per il calcio italiano, con entrambe le rappresentanti chiamate a imprese che hanno del miracoloso. Per i rossoblù, il destino è in mano agli uomini di Italiano: serve una partita perfetta, senza sbavature, per trasformare una serata che sa di passerella in una notte da ricordare. La posta in palio è alta, con la semifinale che attenderebbe la vincente del confronto tra Nottingham Forest e Porto. Al momento, però, il pensiero è solo concentrato su quei novanta minuti – o forse più – in cui il Bologna dovrà dimostrare che, a volte, anche le montagne più alte si possono scalare.




