Voghera, nonno entra in classe e schiaffeggia un bambino: lo accusava di bullizzare la nipote
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Redazione Interno
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Ha approfittato del caos mattutino, quello dei genitori che accompagnano i figli e degli alunni che si infilano nello zaino l’ultimo disegno, per eludere i controlli e introdursi nei locali della scuola. Un uomo di 68 anni, nonno di una bambina che frequenta la primaria “Leonardo da Vinci” di Voghera, in provincia di Pavia, è riuscito a oltrepassare l’ingresso principale al suono della prima campanella, intorno alle otto e trenta, e una volta dentro si è diretto con decisione verso l’aula della nipote. Lì, davanti ai compagni e alla maestra, colta assolutamente di sorpresa da quella scena, ha raggiunto un bambino e lo ha schiaffeggiato, accusandolo a voce alta di tormentare la nipotina con atteggiamenti da bullo. Subito dopo il gesto, senza attendere replica o consentire all’insegnante di frapporsi tra lui e il piccolo, l’uomo si è allontanato con la stessa rapidità con cui era entrato, dileguandosi dall’edificio prima che il personale scolastico potesse organizzare una reazione o tentare di bloccarlo.
L’irruzione durante l’ingresso e la reazione della dirigente
La dinamica, ricostruita anche attraverso le dichiarazioni della dirigente scolastica Maria Teresa Lopez, che regge l’Istituto Comprensivo “Sandro Pertini” del quale fa parte la primaria vogherese, conferma la fragilità del sistema di sorveglianza nei momenti di maggiore afflusso. L’uomo ha letteralmente approfittato della calca e della confusione tipiche dell’ingresso mattutino, quando decine di bambini varcano i cancelli contemporaneamente e il personale è inevitabilmente concentrato sulla gestione dei flussi e sulla vigilanza dei più piccoli, per introdursi senza essere fermato. Una volta consumata l’aggressione, e dopo che il nonno si era già allontanato, la preside non ha potuto fare altro che allertare le forze dell’ordine, avviando così la procedura che ha portato alla denuncia dell’uomo; un fatto, lo ha definito la stessa dirigente, “inaccettabile, che non ha alcuna giustificazione”. Le parole della preside, riportate dalle agenzie di stampa e dai quotidiani locali come “La Provincia Pavese”, che per primo ha raccontato la vicenda, sottolineano come le difficoltà e i conflitti tra bambini possano certamente capitare, ma di fronte a essi gli adulti hanno il dovere di rivolgersi alla scuola seguendo i canali corretti, senza mai ricorrere a gesti violenti che rompono quel patto educativo che dovrebbe invece unire famiglie e istituto.
La denuncia e le conseguenze giudiziarie per l’uomo di 68 anni
L’intervento degli agenti del commissariato di Voghera, giunti sul posto dopo la chiamata della scuola, ha portato all’identificazione del pensionato, che nelle ore successive è stato convocato e ascoltato negli uffici di polizia. Per lui, alla luce di quanto accaduto e della prova certa fornita dalle testimonianze delle insegnanti e forse anche dai sistemi di videosorveglianza interni, è scattata una denuncia a piede libero: deve rispondere delle accuse di lesioni personali aggravate e di interruzione di pubblico servizio, un reato che si configura quando si impedisce o si turba lo svolgimento di un servizio di pubblica necessità, come quello scolastico. Al di là degli aspetti prettamente giudiziari, che ora seguiranno il loro corso per accertare anche eventuali precedenti situazioni di bullismo segnalate o meno dalla famiglia della bambina, resta la gravità oggettiva di un episodio che ha visto un adulto farsi giustizia da solo all’interno di un’aula, trasformando uno spazio deputato all’apprendimento e alla crescita in teatro di una resa dei conti personale, e gettando nello sconforto non solo il bambino colpito, ma anche i suoi compagni che hanno assistito alla scena. La dirigente, nei minuti successivi all’accaduto, è entrata in classe per parlare con gli alunni, cercando di spiegare loro, con le parole che si usano con i bambini, che anche gli adulti a volte sbagliano in modo grave, come ha fatto quel nonno.




