Sassuolo, Grosso stende l'Atalanta: “Una partita pazzesca, i ragazzi negli annali”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Mapei Stadium si trasforma nel teatro di un'impresa che profuma di storia, perché il Sassuolo di Fabio Grosso non si limita a vincere: demolisce le gerarchie e supera 2-1 un'Atalanta, quella di Palladino, che in questo campionato aveva abituato il pubblico a ben altre prestazioni, sebbene reduci dall'impegno europeo. La squadra di casa, i neroverdi, trovano le reti decisive con Kone e Thorstvedt, rispettivamente nel primo e nel secondo tempo, prima che Musah accorciasse le distanze per gli ospiti in un finale che ha provato a riaprire la partita senza però riuscirci. Il risultato, un 2-1 che sta stretto ai padroni di casa per quanto visto sul rettangolo verde, proietta gli emiliani all'ottavo posto in classifica, a quota 38 punti, grazie a questa terza vittoria consecutiva che certifica un periodo di forma straordinario.

L'allenatore dei neroverdi, Fabio Grosso, intervenuto ai microfoni di Dazn al termine della gara, non nasconde l'emozione per un successo costruito con intelligenza e sacrificio, specialmente dopo l'espulsione di Pinamonti, che al 16' ha lasciato i suoi in dieci uomini complicando non poco i piani. “Oggi abbiamo giocato una gara pazzesca”, ha esordito l'ex terzino della Nazionale, con la voce rotta dalla soddisfazione. “I ragazzi hanno scritto il loro nome negli annali di questo club, perché fare una partita del genere contro una squadra fortissima non è da tutti”. Grosso ha poi voluto sottolineare la determinazione del gruppo, paragonando questa vittoria a una ciliegina sulla torta, anzi “una ciliegiona”, cercata a lungo e finalmente arrivata nel momento più importante della stagione.

Se da un lato c'è la gioia incontenibile dello spogliatoio del Sassuolo, dall'altro emerge la delusione di Raffaele Palladino, il cui percorso sulla panchina dell'Atalanta, fin qui costellato da elogi e dalla qualificazione agli ottavi di Champions, subisce una brusca frenata. Il tecnico, intervistato in conferenza stampa, analizza la battuta d'arresto con onestà, riconoscendo i meriti degli avversari ma anche i demeriti dei suoi. “Abbiamo approcciato bene”, ha spiegato Palladino, “con l'atteggiamento giusto e l'intensità giusta, tant'è che nei primi quindici minuti avevamo il controllo totale del gioco”. L'episodio dell'espulsione, paradossalmente, ha risvegliato il Sassuolo, rendendolo più compatto e pericoloso in ripartenza, mentre la sua Atalanta faticava a trovare varchi in una difesa diventata improvvisamente ermetica.

Il rammarico principale per Palladino risiede nella gestione della fase centrale dell'incontro, quella in cui, nonostante l'uomo in più, la squadra non è riuscita a capitalizzare il predominio territoriale. “La squadra mi è piaciuta, quella era la cosa più difficile da gestire in questi giorni e i ragazzi sono entrati bene”, ha proseguito il mister, riferendosi al poco tempo per preparare la partita dopo l'impegno di Champions League. “Il dispiacere più grande è il secondo gol che abbiamo subito”, ha confessato, sottolineando come l'errore sia costato caro in un momento delicato del match. Una sconfitta, quella contro il Sassuolo, che interrompe un filotto di risultati utili e che Palladino vive con amarezza, avendo dichiarato più volte di voler dare continuità alle prestazioni del suo gruppo, un gruppo che ora è chiamato a reagire immediatamente per non perdere terreno in classifica.

L'analisi tattica di una domenica da leoni

La partita si è decisa nei dettagli, in quei duelli individuali che Grosso aveva previsto alla vigilia e che i suoi uomini hanno interpretato alla perfezione. Nonostante l'inferiorità numerica per gran parte della gara, il Sassuolo ha retto l'urto grazie a una condizione atletica invidiabile e a una lucidità tattica fuori dal comune, colpendo l'Atalanta nei momenti di massima spinta proprio quando i bergamaschi sembravano poter passare in vantaggio. I neroverdi hanno dimostrato di saper soffrire, di saper ripartire e di saper colpire con cinismo chirurgico, qualità che fanno la differenza tra una squadra che lotta per salvarsi e una che, invece, può ambire a traguardi più prestigiosi come dimostra l'ottavo posto in classifica.

Le parole nello spogliatoio

Tra le mura del Mapei Stadium, la serata si tinge di neroverde. Fabio Grosso, a mente fredda, ripensa alla prestazione dei suoi ragazzi, definendola come una di quelle partite che restano nella memoria collettiva dei tifosi. “Fare quello che hanno fatto oggi i ragazzi è qualcosa di molto, molto grande”, ha ribadito l'allenatore, consapevole di aver plasmato un gruppo solido e ambizioso, capace di competere alla pari con chi, sulla carta, parte con favori del pronostico. Dall'altra parte, Raffaele Palladino mastica amaro ma non abbatte la squadra, conscio che il campionato è lungo e che le energie spese in Europa hanno probabilmente lasciato qualche scoria, sebbene non voglia cercare alibi in conferenza stampa, preferendo concentrarsi sugli errori commessi e su quanto c'è ancora da migliorare in questa sua sorprendente Atalanta.

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