The Italian Sea Group, cinque offerte vincolanti per il salvataggio: due guardano all'intero gruppo

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il processo competitivo avviato da The Italian Sea Group per individuare nuovi investitori è entrato nella sua fase decisiva. La società ha reso noto di aver ricevuto cinque offerte vincolanti, tutte strutturate esclusivamente nella forma dell'asset deal, ovvero l'acquisto di singoli rami d'azienda o complessi di beni anziché di quote societarie.

Due delle proposte pervenute hanno ad oggetto il complesso aziendale nella sua interezza, mentre le restanti tre riguardano porzioni più circoscritte del perimetro industriale del gruppo attivo nella nautica di lusso con i marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti.

La valutazione del consiglio di amministrazione e il nodo dei tempi

Le offerte sono ora sul tavolo del consiglio di amministrazione, che sta esaminando le diverse proposte con l'assistenza dei joint financial advisor Meti Corporate Finance e Kpmg Advisory. Il calendario è serrato e intrecciato con il percorso di risanamento della società: la selezione dell'offerta ritenuta migliore dovrà essere comunicata al mercato in coerenza con le tempistiche previste per il deposito del piano di risanamento al Tribunale, atteso entro la fine del mese di ottobre.

La società ha precisato che informerà tempestivamente gli investitori sugli sviluppi rilevanti, nel rispetto della normativa sulle informazioni privilegiate, mantenendo per ora riservati i nomi degli offerenti e i contenuti delle singole proposte, a eccezione di quanto reso noto volontariamente da una delle parti in gara.

Il passo indietro di Sanlorenzo e il perimetro ridotto sul cantiere spezzino

A rompere il riserbo sulla propria mossa è stata Sanlorenzo, che attraverso la controllata Polo Nautico Carrara ha presentato un'offerta vincolante limitata al solo ramo d'azienda denominato «Cantiere di La Spezia». Si tratta di un ridimensionamento rispetto alle intenzioni annunciate in estate, quando la manifestazione di interesse del 27 luglio riguardava l'intero complesso aziendale di The Italian Sea Group.

La compagine è partecipata in parti uguali da Sanlorenzo e da Polo Nautico Viareggio, a sua volta controllata dal gruppo guidato da Massimo Perotti, e ha motivato la scelta con la necessità di fare ricorso a una struttura azionaria più snella alla luce delle informazioni disponibili e delle tempistiche del processo. Nella nota diffusa dall'azienda si sottolinea che tale impostazione consente in ogni caso di salvaguardare la filiera dei fornitori e i livelli occupazionali del sito produttivo ligure, un presidio storico per la cantieristica italiana ex Picchiotti e Perini Navi.

Il perfezionamento dell'operazione resta comunque subordinato all'esito della gara e alle condizioni contenute nell'offerta stessa.

Le altre pretendenti e il quadro finanziario della procedura

Dietro la mossa resa pubblica da Sanlorenzo si muovono altri soggetti. Stando a quanto filtra, tra le due offerte che puntano all'interezza del gruppo ci sarebbero quella della holding Sri Global, che avrebbe indicato Vincenzo Poerio come possibile amministratore delegato in caso di aggiudicazione, e quella di Azimut Benetti, interessata ai cantieri di Carrara, La Spezia e Viareggio. Un'altra proposta riguarderebbe sempre il cantiere spezzino ed è attribuita al gruppo Baglietto, mentre l'identità del quinto offerente non è stata resa nota.

La procedura nasce da una situazione patrimoniale pesante: il gruppo ha avviato la composizione negoziata a marzo e nei mesi successivi ha chiesto l'accesso al concordato in bianco al Tribunale di Firenze, con un indebitamento finanziario che a fine luglio superava i 179 milioni di euro, di cui quasi 49 milioni già scaduti. Il valore del solo cantiere di La Spezia, secondo le stime degli analisti, si collocherebbe tra i 20 e i 30 milioni di euro, una cifra lontana dagli 80 milioni sborsati nel 2021 per l'acquisizione degli asset di Perini Navi nell'ambito dell'asta fallimentare.

Le ricadute sul titolo in Borsa

La giornata delle comunicazioni ha avuto un impatto immediato sui listini. Il titolo di The Italian Sea Group, quotato su Euronext Milan, ha chiuso gli scambi in rialzo del 4,9 per cento a 1,07 euro per azione, segnando una delle migliori performance di giornata. Al contrario, Sanlorenzo ha archiviato la seduta in calo del 2,1 per cento, con un prezzo per azione di 35,28 euro, riflettendo le valutazioni degli investitori sul ridimensionamento del perimetro d'intervento e sulle condizioni dell'operazione.

La partita per il futuro industriale del gruppo carrarese resta aperta: la palla passa ora al consiglio di amministrazione, chiamato a sciogliere la riserva entro un calendario che non ammette ulteriori dilazioni se si vuole rispettare l'appuntamento con il deposito del piano di risanamento.

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