Antonio Decaro, il presidente dei pugliesi che guarda al futuro della Regione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’exploit elettorale, che lo ha visto primeggiare con un plebiscito alle Europee raccogliendo oltre cinquecentomila voti e un record particolarmente significativo nel Mezzogiorno, è stato bissato dalla schiacciante vittoria alle Regionali, un “risultato straordinario”, per usare le sue stesse parole pronunciate a caldo la sera del voto. Questo duplice successo, innegabilmente, proietta la figura di Antonio Decaro in una dimensione nazionale, alimentando speculazioni su un suo possibile futuro al Nazareno, ipotesi che lui stesso, però, ha recisamente messo a tacere. “Il Pd ha già un segretario che si chiama Elly Schlein”, ha dichiarato, “io ora sarò il presidente della Regione Puglia, il presidente dei pugliesi”. Una dichiarazione di intenti che delinea un impegno circoscritto al territorio, al quale ha voluto dedicare la vittoria, con un affetto tutto privato, a sua figlia, segnando una distanza dalla retorica della durezza e dalla corsa ai palazzi romani.
L'assetto del nuovo consiglio regionale
Mentre l’entità del trionfo di Decaro, che ha raggiunto il 64 per cento delle preferenze contro il 34 per cento del candidato civico Luigi Lobuono sostenuto dalle destre, conferma le previsioni che indicavano “trenta punti di distacco” sull’avversario, si comincia a delineare, seppur tra ricorsi e ricalcoli che ritarderanno le proclamazioni ufficiali, la composizione del nuovo consiglio regionale. I numeri, sebbene non definitivi, offrono un quadro piuttosto chiaro: al centrosinistra andranno ventinove seggi, contro i ventuno del centrodestra. Tra i candidati più votati, emergono nomi come Paolicelli, che ha superato le trentunmila preferenze, e altri come Minerva e Matarrelli che hanno ottenuto un ottimo riscontro, insieme a Pagliaro e Romito. C’è chi, in virtù di questi dati, può già considerarsi sicuro di un posto in consiglio, mentre per le liste di Avs e Avanti Popolari, attualmente sul filo del rasoio, l’attesa rimane carica di incertezza.
La giornata del voto e le priorità annunciate
La chiamata alle urne, che ha visto gli elettori pugliesi scegliere tra quattro candidati alla presidenza – oltre a Decaro e Lobuono, anche Ada Donno, sostenuta dalla lista Puglia pacifista popolare, e Sabino Mangano con Alleanza civica per la Puglia – si è conclusa con l’apertura immediata dei seggi subito dopo la chiusura. Arrivando al suo comitato elettorale a Bari, accolto dai sostenitori che cantavano “C’è solo un presidente”, Decaro ha espresso non solo la gioia per il successo ma anche la piena consapevolezza del compito che lo attende. “Sento tutto il peso della responsabilità”, ha affermato, “da domani mi metto al lavoro per meritarmi la fiducia di chi mi ha votato, di chi non lo ha fatto e di chi non è andato alle urne”. Un impegno che si traduce, in una delle prime dichiarazioni programmatiche, nell’obiettivo concreto di “tagliare le liste d’attesa”, indicando così una priorità tangibile per l’azione di governo che lo attende.
Uno sguardo alla nuova legislatura
Con un mandato così netto e una maggioranza in consiglio regionale che gli assicura una solida base di partenza, l’agenda di Decaro si preannuncia fitta di sfide, a partire dalla complessa macchina della sanità regionale. La volontà di rappresentare tutti i pugliesi, senza distinzione di schieramento, e l’immediata transizione dall’entusiasmo della campagna elettorale alla concretezza dell’amministrazione segnano l’inizio di una fase nuova, dove le promesse, come quella di ridurre i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, dovranno misurarsi con la realtà quotidiana. L’eredità di Michele Emiliano, che aveva pronosticato il distacco, viene così raccolta da una figura che, pur rifiutando per il momento i riflettori nazionali, si appresta a governare una regione cruciale con un mandato popolare di eccezionale ampiezza.




