Putin propone un vertice con Trump e Xi per discutere la guerra in Ucraina
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Redazione Esteri
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Vladimir Putin avrebbe proposto a Donald Trump e Xi Jinping un vertice per discutere una possibile conclusione della guerra in Ucraina, in corso da quattro anni, con un accordo che favorisca gli interessi di Mosca. La proposta, riferita dal Wall Street Journal sulla base delle testimonianze di persone a conoscenza delle discussioni, punta a coinvolgere direttamente i leader di Russia, Stati Uniti e Cina nel confronto diplomatico. L'ipotesi riguarda un incontro a tre, mentre il conflitto prosegue e le relazioni tra il presidente americano e quello russo mostrano segnali di riavvicinamento. L'iniziativa apre anche la questione del ruolo che Kiev potrebbe avere in eventuali negoziati condotti dalle principali potenze coinvolte.
Il contatto tra Mosca e Washington e la posizione di Trump
L'idea del vertice sarebbe stata avanzata durante una telefonata del 9 ottobre tra il capo del Cremlino e il presidente statunitense. Secondo il quotidiano americano, il colloquio avrebbe riguardato anche un'intesa sulle forniture di gasolio russo destinato al mercato statunitense e alla vendita sui mercati internazionali. Il tema energetico si intreccia con quello diplomatico, in una fase in cui l'amministrazione americana sta cercando di favorire la fine delle ostilità. La prospettiva di un incontro congiunto, tuttavia, non equivale a un accordo già raggiunto: un alto funzionario statunitense ha riferito che Trump non ha ancora accettato formalmente la proposta, pur potendo essere interessato a un'iniziativa capace di avvicinare una soluzione negoziata.
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha confermato che sono in corso discussioni sulla possibilità di organizzare l'incontro. Ha precisato che non esiste ancora una definizione chiara né dell'eventuale riunione né dell'ordine del giorno, pur riconoscendo che le parti considerano possibile un confronto di questo tipo. La distinzione è importante sul piano diplomatico: al momento si parla di un'ipotesi in fase preliminare, non di un vertice convocato ufficialmente. Anche la Casa Bianca non ha fornito un'adesione definitiva alla proposta. L'obiettivo dichiarato del presidente americano di arrivare alla fine della guerra si confronta quindi con la difficoltà di definire modalità, partecipanti e condizioni di un eventuale negoziato.
Il nodo dell'Ucraina e il ruolo della Cina nei negoziati
Uno degli aspetti più delicati riguarda l'eventuale assenza del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy dal tavolo. Un confronto riservato ai tre leader lascerebbe Kiev fuori dalla trattativa diretta sul conflitto che interessa il suo territorio, sollevando interrogativi sul peso riconosciuto alle autorità ucraine nella definizione di un accordo. La prospettiva suscita preoccupazione anche tra gli alleati dell'Ucraina a Washington e in Europa, già allarmati dal miglioramento dei rapporti tra la Casa Bianca e Mosca. Per il governo russo, un negoziato impostato in questo modo potrebbe favorire una soluzione più vicina alle proprie richieste. Per gli altri interlocutori, invece, la composizione del tavolo e le condizioni della pace restano questioni centrali.
La partecipazione cinese avrebbe un significato ulteriore rispetto alla ricerca di una soluzione alla guerra. Ospitare un eventuale incontro consentirebbe a Pechino di rafforzare il proprio ruolo di interlocutore diplomatico internazionale, intervenendo in una crisi che coinvolge direttamente la sicurezza europea e i rapporti tra le principali potenze. Secondo le persone citate dal Wall Street Journal, rappresentanti russi avrebbero sondato la disponibilità cinese attraverso canali diplomatici e Pechino avrebbe mostrato apertura all'ipotesi, a condizione che anche il presidente americano fosse disposto a partecipare. La cautela cinese sarebbe legata anche al rischio di provocare reazioni negative in Europa e di essere coinvolta più profondamente nel conflitto. L'eventuale incontro potrebbe svolgersi a margine del vertice dell'Asia-Pacific Economic Cooperation, in programma il 18 e 19 novembre a Shenzhen, nel sud della Cina.
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