Assisi, fra Moroni cita la Lettera ai reggitori e lancia l'hospice pediatrico
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Redazione Esteri
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«Francesco ha creduto, perché ha creduto al Vangelo, che sia possibile un'altra forma di vita. Dopo ottocento anni, la sua testimonianza ci chiede di continuare a crederlo ancora». Sono le parole pronunciate da fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento, dalla Loggia della piazza inferiore della Basilica di Assisi, parlando a nome della famiglia francescana e della Diocesi.
Davanti a una piazza affollata di pellegrini e autorità, il religioso si è rivolto in modo particolare agli ambasciatori e ai rappresentanti dei Paesi accreditati presso la Repubblica italiana, citando la «Lettera ai reggitori dei popoli», uno scritto poco conosciuto di San Francesco.
Il testo dimenticato del Poverello
La Lettera ai reggitori dei popoli, tramandata dalle Fonti Francescane, si apre con un saluto indirizzato a «tutti i potestà e consoli, magistrati e reggitori ovunque». Francesco esorta i governanti a non lasciarsi assorbire dalle preoccupazioni del mondo, ricordando che «il giorno della morte si avvicina» e che «quanto più saranno sapienti e potenti in questo mondo, tanto più dovranno patire le pene dell'inferno».
Il cuore del messaggio è un invito alla conversione e alla comunione: «Vi consiglio, signori miei, di mettere da parte ogni cura e preoccupazione e di ricevere devotamente la comunione del santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo in sua santa memoria». Un testo che, a distanza di otto secoli, fra Moroni ha voluto riproporre all'attenzione di chi oggi ricopre ruoli di responsabilità politica e istituzionale.
Il Coro Divertimento Vocale a Rai 1
Da Gallarate alla prima serata di Rai 1. Il Coro Divertimento Vocale ha conquistato il palcoscenico nazionale dello speciale «Francesco, il Santo di tutti», andato in onda ieri sera, domenica 4 ottobre, in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi. Un'esibizione particolare e suggestiva, nella quale il collettivo diretto dal maestro Carlo Morandi ha portato sul piccolo schermo un omaggio al Poverello attraverso la musica, i suoni e una scenografia di forte impatto.
Il coro, nato nel 1996 da un gruppo di studenti delle medie che vollero continuare a cantare con il loro professore di musica, è oggi una formazione di circa centocinquanta voci, con una band strumentale al seguito e oltre trecento concerti all'attivo.
Le celebrazioni nelle diocesi italiane
A Lodi, il vescovo Maurizio ha presieduto la Santa Messa solenne nella chiesa di San Francesco, ricordando che «da otto secoli San Francesco è una buona notizia per l'intera famiglia umana». Nell'omelia il presule ha sottolineato come il Santo di Assisi sia «un uomo di pace, in un mondo che oggi vede il moltiplicarsi delle guerre e delle violenze anche nelle nostre città e famiglie», e «un uomo di dialogo con fratelli di altre religioni», invitando i fedeli a comprendere e dialogare con l'ebraismo, l'islam e l'induismo.
La celebrazione lodigiana si è inserita nel quadro delle iniziative che, da nord a sud della penisola, hanno accompagnato l'ottavo centenario del Transito di Francesco.
L'hospice pediatrico come eredità del centenario
Al termine della celebrazione, dalla stessa Loggia del Sacro Convento, fra Moroni ha annunciato la proposta di un'opera destinata a rimanere come segno tangibile dell'anno giubilare: la nascita di un hospice pediatrico inserito nella rete regionale delle cure palliative.
L'iniziativa, lanciata insieme ai rappresentanti delle istituzioni civili locali e della Chiesa di Assisi e fatta propria dall'Assemblea legislativa della Regione Umbria, nasce dalla volontà di «tradurre concretamente i valori francescani della cura, della prossimità e dell'attenzione alla fragilità», offrendo sostegno ai bambini e alle loro famiglie nel momento più delicato della vita.
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