Il San Francesco di Benigni contamina Rai 1 e rimpingua la Melampo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Domenica sera su Rai 1, quando Gianni Morandi ha intonato quello che nel racconto di Benigni era il canto di un uomo che aveva sparato ai vietcong e che portava medaglie al posto del cuore, e dietro di lui gli ha risposto il coro dell'Antoniano di Bologna, è apparso chiaro che San Francesco stava contagiando ancora le genti. Più che contagio, però, era contaminazione: il segno quasi sbalorditivo di una serata-show che ha mescolato sacro e profano, memoria e attualità, con una disinvoltura che ha lasciato il segno.

Roberto Benigni ha raccontato la vita del santo di Assisi in occasione degli ottocento anni dalla morte e della festa del patrono d'Italia, riportando al centro della scena un Francesco umanissimo, pieno di contraddizioni e di slanci, capace di parlare al pubblico di oggi con la stessa forza di otto secoli fa.

Un Francesco rivoluzionario tra aneddoti e paradossi

Il racconto di Benigni si è snodato attraverso curiosità e aneddoti inaspettati, illustrando i conflitti e le evoluzioni che hanno portato il giovane Giovanni di Pietro di Bernardone a diventare il santo più amato d'Italia. «Era ricchissimo e poverissimo, era un cavaliere eppure è stato il primo operatore di pace», ha detto l'attore, definendolo «il più grande plasmatore di anime della storia dell'umanità». E ancora: «Non si chiamava nemmeno Francesco, ma Giovanni, ed è la prima volta che qualcuno nel mondo si chiama Francesco».

Nel suo monologo, Benigni ha insistito sulla capacità del santo di rovesciare ogni aspettativa: colto ma semplice, desideroso di essere l'ultimo e diventato il primo, capace di amare le donne in un tempo in cui la chiesa ne aveva orrore. «Ha voluto lui Chiara nell'ordine, potevano addirittura predicare con lui, si sono amati fino alla fine», ha ricordato, tratteggiando un Francesco lontano dall'icona imbalsamata e vicino invece a un innovatore capace di fare sempre la cosa in controtendenza.

La macchina televisiva e gli ascolti della serata

La serata, trasmessa in diretta dall'Auditorium di San Francesco al Prato a Perugia in collegamento con la chiesa superiore della Basilica di San Francesco in Assisi, ha visto la conduzione di Giorgia Cardinaletti e la partecipazione di un parterre eterogeneo: da Roberto Vecchioni a Samantha Cristoforetti, da Alessandro Baricco con Gloria Campaner al pianoforte fino a Sayf, Angelo Branduardi, Arisa, Simone Cristicchi, Giorgio Pasotti e Jacopo Veneziani.

Non sono mancati la Prima Ballerina del Teatro alla Scala Virna Toppi con il Primo Ballerino Nicola Del Freo, né il violoncellista Ettore Pagano, mentre l'orchestra era diretta dal maestro Leonardo De Amicis. Il programma, intitolato "Francesco il Santo di tutti", è stato visto da 1.769.000 spettatori con il 14,3% di share, un risultato che ha contribuito a rendere la serata un appuntamento di rilievo nel panorama televisivo domenicale, pur senza raggiungere le vette di ascolto di altre produzioni concorrenti.

La Melampo e i conti di una società in cerca di nuova benzina

Dietro le quinte dello spettacolo, la serata dedicata agli ottocento anni di San Francesco potrebbe avere effetti significativi sui conti della Melampo Cinematografica, la società di Roberto Benigni e Nicoletta Braschi. Secondo quanto ricostruito, nell'ultimo biennio i due avevano prelevato 1,1 milioni di euro dalle riserve societarie, e avevano bisogno di nuove entrate, anche perché quelle del "Sogno" sull'Europa erano state inferiori alle attese.

Il costo sostenuto dalla Rai per lo spettacolo non è stato reso pubblico, ma il programma ha previsto una nuova introduzione dell'attore toscano e la riproposizione di "Francesco - Il Cantico", già trasmesso nel 2022. La distribuzione di riserve societarie era stata di 300.000 euro nel primo anno e di altri 800.000 nel successivo, mentre l'utile del 2025, pari a 101.254 euro, è stato riportato a nuovo dalla Braschi, amministratrice unica, rafforzando nuovamente le casse della società in vista delle nuove entrate legate alla serata televisiva.

Tra sacro e profano, il messaggio francescano inonda la prima serata

La celebrazione degli ottocento anni dalla morte del santo ha insomma trasformato la prima serata di Rai 1 in un racconto corale, dove musica, parola, danza e testimonianze si sono intrecciate per restituire l'attualità di un messaggio che attraversa i secoli. Il 4 ottobre è tornato a essere festa nazionale, e la televisione pubblica ha scelto di celebrarlo con una produzione che ha unito arte e spiritualità, spettacolo e divulgazione.

Il Cammino di Francesco è stato presentato come progetto di valorizzazione dei cammini francescani presenti sul territorio italiano, mentre a Greccio è stato dedicato un momento di racconto legato al percorso di candidatura del Presepe a Patrimonio Mondiale dell'UNESCO. Il tutto mentre, sullo sfondo, il Francesco raccontato da Benigni continuava a esercitare il suo fascino su un pubblico vasto e trasversale, confermando che la contaminazione tra linguaggi diversi può ancora produrre scintille inattese.

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