Evelina Sgarbi a Verissimo: il padre, il cibo e l’appello per Achille Lauro

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non c’è, nella narrazione che Evelina Sgarbi ha offerto ieri, 29 marzo, nel salotto di “Verissimo”, alcuna volontà di sintesi o di pacificazione formale; anzi, la figlia del critico d’arte Vittorio Sgarbi ha scelto la strada opposta, quella di un racconto che intreccia il piano strettamente familiare — segnato dalla guerra legale con il genitore — con l’esplorazione delle proprie fragilità più intime, a partire dai disturbi alimentari che, come ha confessato a Silvia Toffanin, affondano le radici in un’ansia radicata fin dall’infanzia. “Io ero in ansia sul mangiare fin da bambina”, ha detto, senza girarci intorno, portando in primo piano una dimensione personale che nel suo primo libro, “Nata Sgarbi”, in uscita il 31 marzo, viene sviluppata attraverso il racconto di sofferenze amorose e sfide interiori. La giovane, classe 1999, ha così riempito lo spazio del talk show di dettagli che riguardano la sua quotidianità emotiva, lasciando però sullo sfondo — ma senza mai abbandonarlo del tutto — il contenzioso giudiziario che la vede contrapposta al padre.

L’attesa per le carte e il no del giudice

Sulla vicenda che ha portato il tribunale a respingere l’istanza di nomina di un amministratore di sostegno per Vittorio Sgarbi, richiesta proprio da Evelina, la 26enne ha fornito pochi elementi nuovi, limitandosi a descrivere lo stato di un procedimento ancora in fase di stallo. “Io attendo le cartelle, non le ho ancora viste”, ha spiegato, confermando che dopo il pronunciamento contrario del giudice — che aveva già detto no all’amministratore — la sua difesa aveva chiesto la revoca del perito; un passaggio tecnico che, di fatto, mantiene la vicenda in una sospensione carica di tensione. L’assenza di aggiornamenti concreti, ha sottolineato, non corrisponde a una tregua: le carte processuali sono ciò che attende per poter eventualmente procedere, e in questo limbo giuridico si colloca anche la dedica che ha scritto sul libro per il padre (“A mio papà...”), con la speranza che lui, “in un altro momento della sua vita”, possa leggerlo con occhi diversi da quelli che hanno caratterizzato lo scontro degli ultimi mesi.

“Papà voleva un figlio maschio”

Il rapporto con Vittorio Sgarbi occupa una parte centrale nel libro autobiografico, ed Evelina non ha rinunciato a ripercorrere quelle dinamiche fin dall’origine, rivelando che il critico d’arte, all’epoca della gravidanza della moglie, “era davvero convinto che mamma avrebbe avuto un maschio”. Una convinzione, quella del padre, che lei stessa descrive come radicata al punto da fargli immaginare un figlio “forte”, in contrapposizione forse implicita con la femminilità che poi è emersa. Questo scarto tra aspettativa e realtà, lasciato intendere tra le righe della conversazione con Toffanin, è diventato col tempo uno dei nodi attraverso cui leggere le fragilità successive, compresi i disturbi alimentari già menzionati. “Sono stanca di tutta questa negatività continua”, ha confessato, gettando una luce cruda su un periodo della sua vita che, tra pubblica esibizione delle dispute familiari e sofferenze private, sembra averla messa a dura prova.

L’appello a Silvia Toffanin e il “tipo ideale”

A spezzare il clima, per certi versi austero, delle rivelazioni sul contenzioso legale e sui disturbi alimentari, è stato un passaggio più leggero ma non per questo meno sincero, quello dedicato alla sua vita sentimentale. Single, come ha ribadito, Evelina ha lanciato un appello diretto alla conduttrice: “Mi piacerebbe stare con qualcuno, vorrei tanto incontrare Achille Lauro. È il mio tipo ideale. Me lo presenti?”. La richiesta, formulata con un misto di ironia e autentica speranza, ha riportato il discorso su un piano di normalità desiderante che contrasta con il peso delle vicende giudiziarie. Il cantante, noto per le sue esibizioni eccentriche e per un’estetica che sfida le categorie tradizionali, diventa così il simbolo di una proiezione affettiva che la giovane Sgarbi ha scelto di rendere pubblica senza filtri, ribadendo al contempo la propria voglia di costruire una relazione stabile dopo aver attraversato “sofferenze d’amore” di cui si legge nelle pagine del libro.

Un racconto a più voci tra pagine e video

“Nata Sgarbi”, destinato ad arrivare in libreria martedì, si configura dunque come il contenitore entro cui convergono le diverse anime di un racconto che Evelina ha iniziato a srotolare già in televisione: quella della figlia che cerca di strappare al silenzio giudiziario un riconoscimento paterno, quella della donna che ha fatto i conti con l’ansia per il cibo sin dall’infanzia, e infine quella della ragazza che si augura un futuro sentimentale lontano dai riflettori del conflitto familiare. Una copia del volume, con dedica, è finita tra le mani del critico d’arte, e la speranza espressa dalla figlia è che lui possa un giorno leggerlo con occhi diversi, magari superando quella fase di scontro che ha portato i loro nomi ad associarsi, nelle cronache, più a udienze e provvedimenti che a un dialogo vero. Intanto, sul piccolo schermo, Evelina ha continuato a parlare a Silvia Toffanin come se quella platea fosse il luogo più adatto per tenere insieme il privato e il pubblico, le cartelle che ancora non ha visto e il desiderio di un incontro con Achille Lauro, in attesa che le prime, forse, le chiariscano il quadro giudiziario, e il secondo, chissà, le regali quella relazione che dice di volere.

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